L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 25.1922

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LUIGI MAGI

S. Marco in maestà, lavorate alla fine «lei cinque-
cento ed ai primi del seicento. La superficie li-
scia dèi piatti sembra che tlòìi basti più alla ricerca
delle lussuose decorazioni ed an< he lo stile orientale
è superato in abbondanza di fregi; sulle coperte si
scavano incassature a contorni sinuosi, e con la
diversità dei piani e dei valori cromatici delle pelli
e dei cuoiami, che assumono tutti i colori più deli-
cati delle tinte autunnali con l'introduzione di
nuovi ferri, con punteggiature di ori svariati, si
raggiunge uno splendore policromo ed una iri-
descenza che rivaleggiano con quelli del mosaico.

siine e rare adornano un'intera vetrina della Mo-
stra, e ad esse non sono inferiori per bellezza quelle
col ritratto del fontano eseguite a Napoli nei primi
del sec. XVI, ed altre dello stesso tipo.

Lo stile a decorazione cromatica usato special-
mente nelle legature dogali, alla fine del '500 dà
i suoi ultimi bagliori, mentre quello ad ornamen-
tazione lineare si perpetua e vanta fra i suoi
amatori il Maioli in Italia ed in Francia, ove è de-
stinato ad un nuovo rigoglio, il Grolier. L'impor-
tanza di questi due insigni bibliofili è ben messa
in luce da questa mostra. Se anche la figura del

.ETTE RE DI'MMF
SANSOVXNO

9f:;...

I ■

Fig. 2 - Lettere di Fr. Sansovino.

Cosi l'arte della legatura sembra consolarsi del-
l'aver abbandonato le gemme e le pietre preziose
nelle mani degli orali. Anche molti raccoglitori,
nel cinquecento e dopo, non si contentavano della
grazia, dei fregi per adornare i loro volumi. Volevano
aggiungervi la medaglia o il cammeo o un lavoro
di sbalzo che le imitasse e così soddisfare, come è
stato notato, anche al gusto del tempo che si ( imi
piaceva della riproduzione di soggetti mitologici.
In tale stile rilegò i suoi volumi quell'ignoto biblio-
filo, che aveva per impresa Apollo sulla biga in
atto di sferzare i cavalli verso una rupe ov'è Pe-
gaso, e che fu erroneamente identificato con Deme-
trio Canevari (fig. 2). Queste legature oggi preziosis-

Maioli è poco nota, e se ne conosce solo la leggenda
che apponeva ai simi libri Tito. Maioli et amicor. e
l'enigmatico motto: Inimici mei «/<•<» ni ir hi non
me miriti, lo stile di legatura da lui prediletto ri-
vela chiaramente l'influsso che ebbe su quelle
fatte eseguire dal Grolier. A. dimostrare il gusto
raffinato del ATaioli bastano la splendida decora-
zione architettonica di sapore bramantesco trac-
ciata a contorni dorati, con mano fermissima, sui
due piatti di un Yitruvio proveniente dall'École
Polytec hnique di Parigi (fig. 3) e l'altra legatura a
ricchi ornati su fondo granulato che adorna l'opera:
Bessarionis Cardinalis Niceni In calumniatorem
Platonis 1516.
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