L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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RECENSIONI

[oseph Wilpert, Die rómischen Mosaiken und
Malereien der Kirchlichcn Baittcn von IV —■
XIII Jahrhundert. Herde sche Verlagshandlung,
Freiburg i. Br. 1916-1917. M il 300 farbigen Ta-
feln und 542 Textbildern. 1 Band, Text: Herste
Hàlfte. — II Band, Text: Zweite Hàlfte. —
III Band, Tafeln: .Mosaiken. —IV Band, Ta-
feln: Male-eien.

In questi giorni, che si è solennemente comme-
morato il centenario dalla nascita del fondatore
degli studi sull'arte cristiana, Giambattista De
Rossi, è doveroso richiamare l'opera maggiore
pubblicata da quando il Maestro gettò le fonda-
menta della storia dell'arte cristiana, rappresen-
tando questa, in umili vesti, parlare sottovoce
nei rifugi dei fedeli di Cristo, e preparare, allor-
ché i barbari ruppero gli strumenti nelle mani
delle genti civili, le trame iconografiche per il
Medioevo avvenire. Dove l'archeologia classica
segnava v tramonto. Giambattis'a De Rossi se-
gnò l'alba della vita nuova, e vide Roma univer-
sale, perfino nel duolo dei tempi, organizzatrice,
unificatrice del Cristianesimo, divenire la città
madre della Chiesa, santa per i trofei degli Apo-
stoli e dei Martiri. Rivelatore di un'età fu Giam-
battista De Rossi, storico, archeologo, che, per
essersi accostato a sacre cose, sembra apparirci
in paludamenti sacerdotali. Con l'amplissima dot-
trina e col lavoro instancabile, costruì, lungo la
vita, un'architettura che sfida il tempo. E il suo
nome, inciso sui fastigi monumentali di essa, vi ri-
marrà sempre, tito'o di onore e di gloria.

Sul tronco vetusto della dottrina di Giambattista
De Rossi, Monsignor Wilpert ha innestata la sua,
con sincero entusiasmo, con analisi acuta, pro-
fonda, inesauribile. Mentre di Germania si era dif-
fusa la dimanda: Oriente 0 Roma? per dare tutto,
ogni attività, ogni forza all'Oriente, e tutto ne-
gare a Roma e all'Occidente, Monsignor Wilpert,
venuto di Germania tra noi, vissuto lungamente
a Roma, da lui amata con sacro fervore, oppone
ai contradditori i suoi volumi densi di ricerche e
di studi.

Il primo libro tratta dell'arte costantiniana,
post-costantiniana e medioevale in Roma, dap-
prima esaminando i cicli numerosi di rappresen-
tazioni figurate neh ' Urbe durante il secolo quarto, e
i rapporti con le pittine delle Catacombe; poi stu-
diando il costantiniano e crociforme monogramma
di Cristo, la commistione di apostoli e Evangelisti
al « signum ( liristi », le insegne della dignità regale,
della sovranità del Redentore, espresse dal trono,
dalla porpora e dalla corona, la rappresenta-
zione del firmamento nell'arte romana, l'intreccio
della ghirlanda; e designa Roma quale fonte dei
cicli figurati dell'antica arte cristiana di Napoli
S. Prisco, Nola, Milano e Ravenna. Neil'adunare
tutti gli elementi distintivi dell'arte cristiana na-
scente, l'in ta ~cabi e scrutatore esamina \\ lusso del
costume, le vesti di gala dell'imperatore e dell'im-
peratrice, la tunica e il pallio, gli abiti dei soldati
e dei filosofi, le clamidi e il paludamento di uffi-
ciali, i vestiti dei Giudei e del Clero, la penula (pia-
neta), quale mantello dei papali assistenti. E poi
determina le fome proprie del grande e del piccolo
nimbo, quale attributo di Cristo, dell'Angelo, dei
Santi, della Fenice, degli Imperatori e dei Re;
e discorre del nimbo crociforme e di quello ad an-
goli retti. E continua classificando, spiegando le
forme dei gesti, degli atteggiamenti: il significato
delle mani velate, dei gesti nel prostrarsi, met-
tersi in ginocchio, indicare, discorrere, benedire,
esprimere il dolore e il lutto. In tutte queste ri-
cerche, con le quali si chiude il primo libro del-
l'opera, Monsignor Wilpert dimostra la sicura pa-
dronanza di tuffo il materiale storico, letterario,
iconografico, d'ogni fonte diretta e verace.

Il secondo libro dell'opera monumentale si ri-
ferisce ai maggiori monumenti chiesastici con cicli
d^arte figurata, e vi sono presi in esame i resti che
sopravvanzano delle pitture di antiche bibliote-
che, come anche le pitture medioevali nell'Ora-
torio di Gregorio il Grande, i musaici e le pit-
ture del triclinio di Leone III, della cappella di
San Niccolò, le pitture di Innocenzo II e di Ono-
rio III, le pitture e i musaici della cappella di
San Lorenzo.
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