L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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CARLO GRIGIOXI

maggiore, per esempio (se si fosse trattato del ta-
bernacolo di un'altra cappella la commissione non
sarebbe partita dal Capitolo, ma dalla famiglia che
ne aveva il iuspatronato); allora vanno bene il
nome trono ed anche..., un po' tirato coi denti,
quello di una certa cappella; vi sono delle colonne e
dei capitelli, delle altre pietre da lavorare di scal-
pello... La spiegazione corre; ma v'è il grosso in-
conveniente di quel muro di sette teste — una baz-
zecola per un tabernacolo! — e, di più, al disopra
del trono, e il muratore doveva fare dei fondamenti
e pavimentare la cappella... Non mi raccapezzo
più.1 Ma, qualunque sia stata l'opera, venne essa
mai iniziata e compiuta? Non vi è oggi, mi pare, nel
tempio faentino, alcun lavoro cui sembrino con-
venire anche lontanamente le parole del documento
del I491. Comunque, gli studiosi faentini, che
hanno sottomano cronache che io, ora lontano
dalla Romagna, non posso consultare, potranno
trovare la soluzione del piccolo quesito.

* * *

l'n documento del principio del Cinquecento ci
illumina completamente sullo stato di avanza-
mento della fabbrica. E un atto dell'i i aprile
1502: « Cum sit quod edificio Sancti petrj opus sit
pluribus lapidibus et fuerit tractatum inter presi-
dentes fabrice Sancti petrj et magistri (sic) lapi quon-
dam pagnj de Florentia Jgitur prefatj presidentes
videlicet dominus moranus scardus dominus ba-
ptista de barufaldis prepcsitus dominus baptista
andriolj dominus petrus spatus domina* nicolaus
casalius Joannes pritellus suo nomine ac nomine
aliorum presidentium prò quibus de rato omni meliorj

1 Di Gregorio di Chccco ritrovo anche quest'altro docu-
mento: « Hicronymus Ser Francisci de posso (sic) Civitalis
Forlivij ut procurator... Kximij artium et medicine doctoris
Magistri lìartholnmcj lombardinj de forlìvio... requisiva...
Mfgistrum Gorium muratore»! de Faventia presentem audien-
tem et intelligentem quod debeat infra sex dies proxime futuros
accedere Forlivium ad expediendum quandam fabricam domus
(lieti magistri lìartholomej Juxta conventionem inter eos factum
et existentem per seripturam et observart et adimplere omnia
ad que teneatuf dieta de causa... A lioquin dieta tei-ni ino elapso ex
nunc prati ex tunc et ex tunc prout ex n une protestatur et prtttc-
status est dicto nomine dicto Magistro Gorio de omni damno...
dicli Magistri Bartholomej et quod occipiti ttlios operarios et
peritos prò fabrica suo perficienda prout supra sumptibus dicti
Magistri gorij. Qui Magister Gorius his auditis dixit se ita
brevi tempore non posse accedere sed infra X V dies accedere ad
observationem convenlorum infra partes Cum in pede uno pa-
tiatur lesionem et infirmitatem prout ostendit eum illum haberc
ligatumo. Ivi, Atti del raedes., istesso voi., fol. 49 r. e. v.,
9 agosto 1491. Il medico forlivese Bartolomeo I.ombardini
fu un ben noto mecenate delle arti. Vedasi ad es. Gian Mar-
cello Vai.cimigli, Dei pittori e degli artisti faentini, ecc.,
pag. 166,

modo locaverunt dicto magistro lapo presenti ac prò
se eiusque heredibus stipulanti dictum laborerium
videlicet od infrascriptam compositionem et transa-
ctionem deve uè ni ni videlicet quod dictus magister
lapxts teneatur cavare omnes lapides vives bonos ne-
cessario* prò expeditione diete fabrice et illos scul-
pere et ponere in opere in assistendo delegationj (?)
operariorum diete fabrice consulendo et (avendo om-
nibus sitis sumptibus... 2. que erunt necessaria prò
expeditione quatuor collonarum integrarum de ma-
cigno co modo et forma prout alie columne rotonde
iam facte in dieta ecclesia: ]tem aliarum quatuor co-
lonarum quadratarum fornimenta: fieni fornimenta
orto capellarum perficiendarum in dieta ecclesia con-
ficienda de pctra viva cum scalinis ante capellas
[cum] go:is (?): Et hoc in annum proxime futurum.
Et gencraliter omnia alia necessaria conficienda de
petra vira inter dictam ecclesiam eo modo et forma
front sunt alie capelli' iam perfecte Ut hoc ideo fece-
runt quia prefatj presidentes promiserunt dare so-
luere ac numerare dicto magistro lapo libras qua-
dringentas vigiliti quinque bononienses parvorum
[de bonis fabrice sancti petrj ad id deputatis\ hoc
modo videlicet libras vigiliti quinque bononienses
manualiter et de tempore in tempii* front oportu-
mtm erit prò dicto opere confteiendo et integrimi
finito opere... ».'

I.e parole del rogito non possono essere più espli-
cite. Al principio del 1502 mancavano ai compi-
mento dell'edificio otto cappelle, cioè le prime
qua Vro di ciascuna delle navate minori e, s'intende,
anche il tratto corrispondente della navata me-
diana, dove i pilastri si alternano alle colonne e
dove occorrevano precisamente le qua tro colonne
rotonde che maestro lapo si obbligava di scolpire,
insieme ai fornimenti delle quattro colonne qua-
drate, cioè i capitelli dei pilastri. La chiesa era
dunque nel 1502 compiuta fino alla metà esatta del
braccio anteriore.

Ma chi è questo Lapo? Egli è evidentemente il
tìglio del ben noto Pagno di Lapo Portigiani, scul-
tore fiorentino, ed in Faenza si trovava sin dal 1484.
Di quell'anno, e precisamente del i° giugno, è una
testimonianza da lui prestata ad un rogito che fu
« Actum Faventie In capitulo monasterii seu con-
ventus ecclesie sancti Andree presente magistro lappo
quondam pagnj de Florentia ficca prede ». La notizia
della presenza di Lapo nel convento di S. Andrea
in vineis, cioè dell'attuale S. Domenico, è sug-
gestiva, sopratutto quando si sappia che il rogito
consiste nell'atto di vendita di un terreno che i frati
avevano avuto in legato dal fu Johannes baptista
olim Caxanole capelle sancii abrae de Faventia... ad

1 Ardi. Not. di Faenza, Atti di Silvestro Rondinini,
voi. VII, 1502-04, foli. JlV.-jar. della i» cartolatone.
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