L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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RECENSIONI

Quando s'illustra una trattazione sull'arte d'un maestro,
si possono seguire due metodi:

o attenersi alle opere più significative, le quali, rap-
presentando gli esponenti d'una successione di stadi evo-
lutivi, danno idea, quant'è possibile appagante, del com-
plesso dell'attività in questione: (conviene allora rinunziare
alla gioia dell'inedito, la quale sarà soltanto concessa,
quando si abbia la ventura d'offrir per la prima volta al
mondo cosa, degna del ristretto cerchio delle opere capi-
tali. Se ciò non è, l'Inedito, perchè cessi d'esser tale, cer-
cherà ospitalità presso le riviste d'arte, che gli son sempre
cortesi);

o riprodurre tutte le opere del maestro, che all'autore
sono note: le opere certe, per documentazione o per evidenza
stilistica; e magari anche le opere non certe, attribuite tra-
dizionalmente, o no, le quali sembrino, per qualche fine, me-
ritevoli di pubblicazione. In tal caso il problema è, almeno
teoricamente, più semplice.

Ora, i due signori Mayer e Der Bercken non hanno creduto
di attenersi nè a l'uno nò all'altro criterio, ed hanno battuto
un'ambigua via di mezzo: mentre ci hanno dato cose del tutto
o quasi, ignote, che, quand'anche sono avvicinabili al nome
del Tintoretto (d'attribuzioni non voglio ora discutere)
nulla aggiungono alla sua fama, ci hanno privato della vista
di alcune altre, invece, cui si pensa sempre con gioia: voglio
dire la Deposizione dell'Accademia, il Battesimo di S. Sil-
vestro, la Santa Elena di Brera, ecc.

L'eccezionalità del genio di Jacopo, ad ogni modo, ben
resulta dal II volume!...

* * *

Ma se, almeno a mio parere, la nuova monografia non rap-
presenta, dal punto di vista critico, un effettivo progresso,
non si può dir ch'essa non apporti buon contributo agli studi
sul Tintoretto. I.e notizie intorno alla vita, e più ancora in-
torno alla cronologia delle opere, sono assai aumentate,
poiché gli autori, senza far ricerche d'archivio essi stessi,
hanno peraltro raccolto con diligenza tutto quanto in que-
sto ultimo decennio, per opera dello Hadeln specialmente,
è venuto a luce intorno all'artista. Quindi, chi legge, si trova
innanzi ad una ricostruzione più salda di quella del Thode,
cui spetta sempre, nondimeno, il merito d'esser stato il
primo che, con metodo storico, abbia vagliate le notizie sulla
vita e sulle opere del Tintoretto, determinando fatti e cir-
costanze e attribuzioni fino allora sfuggite.

Con felice pensiero poi gli autori, bibliografi accuratis-
simi, hanno riferito i giudizi che, attraverso il tempo, la pit-
tura del Robusti à suscitato, dal Cinquecento all'Ottocento:
forse è da lamentare che, citati i passi agli occhi loro più si-
gnificativi d'ogni scrittore, non abbiali abbastanza fissata
la posizione, che ognuno di quelli ha assunto rispetto al pro-
blema della personalità tintorettesca: si che, mancando la
critica della critica, la quale, con invisibile filo, raccogliesse
le disperse impressioni, non è risaltato sufficientemente, at-
traverso il meccanicismo dell'analisi, il diverso grado d'en-
tità dei singoli giudizi; nè si è distintamente profilato, nella
sua ininterrotta continuità, lo sviluppo del pensiero critico
intorno all'appassionante soggetto.

Mary Pittaluga

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