L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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GIOVANNI INCISA BEILA ROCCHETTA

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l'albero, che s'incurva a sinistra, e lo sfondo, po-
trebbero essere saccliiani: ma tutte queste somi-
glianze sono vaghe e non abbastanza evidenti.

Quanto al Cincinnato, si può dire che sia comple-
tamente ridipinto, meno, forse, lo sfondo; ma nè
questo, nè le figure hanno un cosi spiccato carat-
tere sacchiano da fare attribuire al nostro pittore
il dipinto, senza la conferma di un altro docu-
mento.

Anche i puttini reggi-stemma, che volano attra-
verso ai quattro lembi di cielo, che, come nella

altri quadri di questa galleria. Qui troviamo la com-
posizione calma e solenne del Sacchi nelle sue opere
più originalie sincere; troviamo il sentimento della
campagna, che si rivela nei suoi paesaggi, e (fatto
più notevole e convincente) troviamo l'alternarsi
di luce e d'ombra, il concentrarsi dell'attenzione
su di una sola figura che parla, come nel S. Ro-
mualdo (fig. 4) e nella Predica di S. Giovanni al Bat-
tistero. Xel giovane pastore seduto a terra c'è
qualche cosa dell'atteggiamento della Bellezza
nell'affresco Barberini; il pastore che sostiene il

Fig. 2. — Andrea Sacchi : Sacrificio a Pan. Castel Fusano.

Galleria Farnese, si aprono agli angoli, sono tutti,
più o meno, guasti dalle infiltrazioni e dai restauri;
ma alcuni, indubbiamente, si avvicinano assai alla
maniera sacchiana. Così quello che sia a sinistra
dello stemma del Card. Giulio Sacchetti, nella
forma di un'ala, nella mossa d'un braccio, ricorda
quello che vola, tenendo il libro, nel .S'. Antonio,
quello che tiene la palma nel S. Pietro di Forlì,
quello con la catena al Battistero l.ateranense.
I! puttino a sinistra dello stemma del Card. San-
t'Onofrio, corrisponde all'angeletto che tiene il
giglio nel S. Antonio, ma la posa è invertita. Questi
due puttini, e quello di destra allo stemma dei due
Cardinali, nipoti di Urbano Vili, sono i meglio
conservati.

Più vicino al Sacchi che il Sacrifìcio di Pan e il
quadro centrale, mi sembra il Romolo fra ì pastori
(fig. 3). Osservato con cura, questo affresco rivela
parecchie risonanzesacchiane, che non sisentonoin

mento con la mano, appoggiando il gomito al gi-
nocchio, e butta indietro il braccio sinistro, è at-
teggiato in modo simile alla Perspicacia e fissa lo
sguardo su Romolo come quella lo fissa sulla fi-
gura della Sapienza Divina. Ritroviamo pure,
spesso, nell'opera del Sacchi, la posa del pastore,
che si affaccia di dietro ali'albero, appoggiandosi
con la destra ad un sasso. Questa posa, che lascia
vedere di scorcio tutta la spalla e parte della
schiena, è uno dei motivi preferiti del Sacchi, il
quale se ne servì col massimo successo nel S. Giu-
seppe del Transito di S. Anna.

Difficilmente si potranno trovare altre notizie
che permettano di assegnare con assoluta cer-
tezza ad Andrea Sacchi una parte determinata
delle pitture di Castel Fusano, ma io stesso ho già
cominciato uno studio di tutto l'insieme degli
affreschi, con la speranza di poter giungere a
qualche interessante risultato.
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