L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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ADOLFO VENTURI

di nastro librati al vento, come il pavimento di marmo screziato mette in ìisalto la bian-
chezza nivea del cane. Tutto, nella deliziosa tavoletta, rivela il genio fantasioso e sottile
di Francesco Di Giorgio: il ritmo danzante della figurina che sembra levar il volo dal suo
piedistallo vivente, anch'esso pronto allo scatto e allo slancio; le pieghe di cristallo, quali
si vedono nei capolavori pittorici del maestro senese: il Presepe e YIncoronazione; il bru-
lichio delle ciocche pallide sotto il bizzarro cartoccio dell'elmetto, le cui falde sottili com-

Fig. 3. - Francesco Di Giorgio Martini:
Disegno nel Gabinetto delle Stampe agli l'Ilizi.

mentano col loro frastaglio la vibrante elasticità dell'immagine; il fiore stellato, clic fissa
capricciosamente, con la sua minuscola ruota, la voluta della testa e del collo flessibile alla
cornice adorna. Ed ecco la finezza aristocratica dell'artista prescelto da Federico di Mon-
tefeltro apparire nei ricami esili, a curve arpiformi, sul velluto cupo che stringe il braccio
e l'esile polso della fanciulla, nei lacci sibilanti dal nodo sul braccio come sferze minuscole,
negli intarsi della cornice di marmo bianco, che sembran tratti da bizzarri disegni di pavi-
menti o di stoffe controtagliate, capricciosi nei particolari e, nel complesso, schematici.
Il prezioso affresco, raffigurante la Fedeltà, è certo opera nata ad un tempo con le decora-
zioni architettoniche e le tavole di prospettiva, capilavori del pittore architetto, e gli in-
tarsii lignei che trasformarono in una reggia suntuosa il palazzo dei duchi da Montefeltro.
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