L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIOVANNI DA S. GIOVANNI

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nucleo dei fiorentini del Seicento; il primo per
una certa nobiltà di colore che s'appassiona di
azzurri in trasparenze marine e di cielo, per un
suo sfumato neoleonardesco che ammorbidisce
sensuali e voluttuosi nudi muliebri, per una gra-
zia suadente delle sue figure; il secondo per la vi-
vacità dell'ingegno pittorico, per doti eccellenti
di affreschista facile, veloce, efficacissimo, di com-
positore dalla visione vasta, ampia, di largo
respiro, equilibrato e dotto.

6 dicembre 1636. Vita breve ma intensamente
vissuta se si pensa per poco al numero delle vi-
cende e a quello meraviglioso delle opere.

Contro la volontà dei parenti fuggì a 18 anni da
casa e si recò a Firenze con la ferma intenzione di
studiare arte. Soccorso nello stato di assoluta mi-
seria da un canonico amico di suo zio, fu accolto
nella bottega di Matteo Rosselli. E il Rosselli fu
l'unico maestro di Giovanni. Durante la frequenza
nello studio del Rosselli, il giovanissimo allievo

Fig. 6 — Giovanni da S. Giovanni: La sposa novella nella Galleria degli Uffizi a Firenze.

(Fot. Alinari).

Premetto che non pretendo con questa nota
scoprire nessuna grande fama ignorata: voglio
soltanto illustrare rapidamente, raccogliendo ed
ordinando un elenco delle sue opere, l'attività di
un pittore che non ha avuto fino ad oggi, nonché
una adeguata monografia, nemmeno l'onore di
una particolare attenzione di quanti seriamente
si interessano della pittura italiana del '600.

Giovanni da S. Giovanni non è un ignoto in
quanto varie e diffuse cronache del tempo, solerti
e affettuosi biografi contemporanei ne tramandano
memorie ricche e piene di interesse; ma se non è
sconosciuto è dimenticato e disperso. In attesa del
promesso volume del Giglioli tracciamo questo
profilo dell'artista toscano.

* » *

Giovanni Mannozzi (fig. 1) nacque a S. Giovanni
Yaldarno il 20 marzo del 1592 e morì a Firenze il

cercava d'erudirsi e di farsi una cultura letteraria:
ed una rapida osservazione della sua arte ci pre-
senta infatti il pittore autodidatta come uomo di
una certa dottrina oltre che di spirito arguto.

Pare accertato che al 1616 risale la sua prima
opera; all'età cioè di 24 anni. Baldinucci ci informa
che essa fu la « Storia a fresco del martirio di S. Ste-
fano, nella più alta parte della facciata della chiesa
del Santo a Ponte Vecchio »; la pittura però è scom-
parsa. Il Giglioli invece afferma che prima opera
del pittore toscano debba considerarsi la decora-
zione (a fresco) della piccola cappella dei Carlini
a Casale sopra Castello (dintorni di Firenze).

Dato che l'affresco di S. Stefano è scomparso è
impossibile determinare quali delle due opere sia
stata prima. Il fatto del resto non mi sembra abbia
così vitale importanza. Tra il 1616 e il '17 dipinse
per i frati d'Ognissanti la cupola della chieset-
ta (fig. 2); fece poi delle lunette nel chiostro il-
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