L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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della luce sulle umide labbra. Il tratto s'addensa ad accentuare gli angoli della bocca,
i solchi della gola di bimbo grasso, il contorno soave della spalla; si disfà, s'annebbia,
scolora sull'occhio, sulla fronte, sulla massa lieve del braccio, sull'orecchio abbozzato
con sommarietà stupenda; vario di spessore e di tono, molle e pastoso, il segno non è
più contorno, riassume, in una sintesi rapida, i gradi della luce e dell'ombra.

Gerolamo Calvi ha pochi anni fa messo in luce come Leonardo rendesse servigi alla
corte sforzesca per apparati di festa, per scenici prospetti, e fosse veramente « delitiarum

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Fig. 4. — Paliotto del Museo Poldi Pezzoli: Ricamo
su disegno di Leonardo da Vinci.

maxime theatralium mirificus inventor et arbiter ». E per le decorazioni delle stanze
del Castello sforzesco, anche per quella delle Asse, si adoprò il pittore, lo scultore, l'archi-
tetto che pareva un mago; e si noti come egli fornisse per le decorazioni a nodi, a in-
trecciature, memorabili esempi all'arte del ricamo. Leonardo ricorda i gruppi bramanteschi,

Fig. 5. — Rovescio del paliotto citato.

gli ingegnosi intrecci venuti di moda, a seconda dell'arabo costume, tratti da vasi orien-
tali o spagnuoli ageminati d'oro, e traduce la moda araba in labirintiche composizioni
di linee. Quegl'intrecci che Cristoforo Romano scolpiva nel busto di Beatrice d'Este, che
gl'incisori leonardeschi mettevano a stampa, si vedono disegnati da Leonardo, ad esempio
in un foglio del Christ Church College di Oxford ed anche nel Codice Atlantico.

Il grande maestro non isdegnava scendere dalle vette sublimi dell'astrazione al
mondo cortigiano, e come divisò scenari, apparati di festa, e formò modelli per accon-
ciature muliebri, probabilmente si arrese alle richieste di Ludovico il Moro, che, a
ricordo di Beatrice d'Este, morta nel marzo del 1497, voleva donare ricchissimi para-
menti alla chiesa delle Grazie, da lui sempre prediletta, ampliata e adorna. Tra i para-
menti sacri, che il 22 agosto 1497 regalò al convento, era con tutta probabilità il paliotto
per le funzioni dei defunti (figure 4-12), che porta abbreviato il nome della morta
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