L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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MARIO LABÒ

tegrarne le forme, spiegandoci le connessioni e gli uffici dei vari elementi di rilievo, come
le rientranze dei muri esterni, ed i capitelli d'imposta dei tre archi centrali della facciata.

All'interno, essa è più manomessa che trasformata. Del bagno famoso, alla cui di-
struzione il Milizia giustamente imprecava1, rimangono ancora alcune nicchie, che dimo-
strano com'esso fosse eseguito modestamente in muratura, e forniscono gli elementi per
una ricostruzione che sarebbe interessantissima, e costerebbe anche poco.

* * *

Allettato da questo risultato, mi studiai di illustrarlo con ricerche documentali, che
diedero risultati assai sodisfacenti. Rintracciati i notari che rogavano abitualmente i con-
tratti per Battista Grimaldi, ecco in regesto i documenti riguardanti la villa che potei
ritrovare.2

I. — 1562, 16 novembre - Raffaele di Lerici e soci promettono a Battista Grimaldi di fare
e condurre la pietra necessaria alla sua villa di Sampierdarena, cavandola in loco capitis jarij,
ubi proprie vocatur alla lanterna... prout eis dictum et ordinatum juerit per magistrum Bernardum
de Spacio architectum de die in die.

H. — 1562, 16 novembre - Liquidazione di conti con Domenico Vario] che il 3 marzo 1561
aveva stipulato con Battista Grimaldi un primo contratto per fornitura di pietre.

III. — 1562, 20 dicembre - Pietro Pitto promette di fare scavi (foveas seu beudos) come
gli indicherà magister Bernardus Spacius architectus et habens curam jabrice.

IV. — 1563, 6 maggio - Oberto di Glarea da Sestri promette 250 moggi di calce di Sestri
(ancor oggi reputatissima). Se non sarà buona, lo stesso Oberto voluti Ulani tarezari ad arbitrium
magislri Bernardi de Spacio architecti vel uniuscumque suprastantis deputarteli ad custodiam diete
jabrice.

V. — 1563, 15 maggio - Oberto e Stefano di Glarea promettono 200 moggi di calce, che
deve essere pesata sub porticu domus diete ville; e sarà da « tarezarsi » ad arbitrium magistri
Bernardi de Spacio architecti.

VI. — 1564, i° febbraio. - Antonio Carabio picapetra promette di fornire ardesia per scalini
grandi (10 a 12 palmi) e piccoli (5 a 6 palmi), e stipiti di porte.

VII. — i5*>4, 9 maggio - Lo stesso Carabio promette altre ardesie per scalini, stipiti,
davanzali e forse anche per il tetto.

Vili. — i5f>5, 28 agosto - Antonio di Carabio promette di eseguire in pietra di Pro-
montorio la porta della Sala grande, ben lavorata de ogni perjectione a iudicio di Maestro Baptista
de Castello presente ed accettante.

IX. — 1565, 3 settembre - Agostino ed Antonio, fratelli Augustalo, promettono di
eseguire il poggiolo della sala grande; che dovrà essere approvato da Giambattista Castello.

X. — 1566, 20 marzo - Battista Perolli promette di dipingere a fresco le quattro fac-
ciate del palazzo, de pintura chiamata chiaro et scuro, de la forma e modelo... designato per esso
maestro Baptista. Insieme (egli era anche, anzi principalmente, scultore) promette un busto mar-
moreo di Battista Grimaldi.

XI. — 1506, 23 agosto - Battista Perolli promette di provvedere i marmi lavorati per
la facciata a tramontana del palazzo; cioè, il balcone della loggia. Testimone all'atto è GIAM-
BATTISTA Castello.

XII. — 1567, 5 febbraio - Giovanni di Castello e Giovanni di Casanova promettono il
dissodamento della villa che Battista Grimaldi acquistò da Stefano Lomellini, vicino a quella
paterna, dove si fece costrurre il palazzo. Direttore dei lavori è maestro Joanne Poncello.

XIII. — 1567, 16 febbraio - Gli stessi, promettono di fabbricare una maragià, probabil-
mente di cinta, a giudizio di maestro Jo. Ponzello.

XIV. — 1567, 24 marzo - Andrea de Carona q. Martino, de Valle Lugani, anche a nome
del fratello Battista, promette de fabricare de relevo in studio in ogni bontà e perjectione e

1 Milizia, Memorie degli architetti, ed. 1781, II, 6.

2 I documenti citati si trovano tutti negli atti del notaro G. B. Carosso; tranne il VI che è rogato
da Leonardo Chiavari (Genova, Archivio di Stato).
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