Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

pari tempo del titolo di principe di Piemonte, nominando
contemporaneamente il secondogenito Filippo conte del Ge-
nevese. Fissatosi allora a Ripaglia, priorato che dipendeva
dall'abbazia d'Agauno, Amedeo Vili, seguendo l'esempio
de' suoi maggiori, continuò a beneficar questo monastero
e prima e dopo la sua elezione al Pontificato, facendo tra
le altre cose ricostruire la cappella del Tesoro, la quale por-
tava, non ha guari, ancora dipinto nelle chiavi della volta
lo scudo Sabaudo col triregno e colle chiavi decussate.
In riconoscenza dei benefizi ricevuti, ed' in memoria del-
l'averne forse il duca sopportata la relativa spesa, suppongo
che l'abate nella ricorrenza delle sudette nomine, facendo
eseguire la nostra custodia per riporvi la spada che trova-
vasi colle ossa di S. Maurizio, ordinasse che a perpetuo ri-
cordo vi si ponesse lo scudo del principe Sabaudo unita-
mente a quello dei figli, che pel principe di Piemonte era
stabilito avesse a distintivo un lambello azzurro a tre pen-
denti, ritenuti in seguito come arma della provincia, e pel
conte del Genevese fosse caricato d'un orlo dentellato d'oro.
Con ciò è, a mio credere, stabilito che questa custodia
fu eseguita sul finire del 1434 o sul principio del susse-
guente anno, per ordine di Pietro Fornéry allora creato
abate di S. Maurizio, e quando Amedeo Vili si ritirò a Ri-
paglia; dati tutti con cui concordano perfettamente i vari
dettagli di questo curioso ed in pari tempo prezioso saggio
artistico del secolo xv.

V. PROMIS.
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