Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

una spezzatura per indicare una linea speciale. Il cambia-
mento di spezzatura non indicherebbe perciò altro che una
linea speciale della stessa famiglia e la ruota sostituita al
crescente c'indicherebbe una linea alleata probabilmente ai
Roero che portavano appunto per arme le ruote d'argento
in campo rosso.
L'iscrizione incisa nella tavoletta che è alla base dello
stemma dissipa ogni dubbio e ci fa piena luce sul mede-
simo. Essa dice così:
. Mei . AC . GNOSI . D . GEORGII
VARISELLE . CÒTTIS . AC . MON
TAFIE . TEGLOLARVM . MELLETI
ET . C . DNÌ . 1NSIGNIA . '
che tolte le abbreviature suona: Magnifici ac generosi Do-
mini Georgii Variselle comitis ac Montafie, Teglolarum,
Melleti etc. Domini Insignia.
Sappiamo adunque che quello che ci sta davanti è lo
stemma di Giorgio Conte di Varisella e signore di Mon-
tana, Tigliole e Marette Ma chi fu questo antico barone
piemontese, davanti al quale s'inchinavano reverenti i vas-
salli di più feudi? Andò egli confuso nella turba dei signo-
rotti del medio evo che non lasciarono che tristi memorie
di oppressioni, o fu un prode cavaliere che abbia rotato il
brando in mezzo alle schiere dei nemici facendovi svolaz-
zare il basilisco del suo cimiero? E, ciò che più partico-
larmente a noi importa per conoscere quale età ricordi nel
Museo il suo stemma, in qual tempo viss'egli?
Per risponderci a questa domanda è forza dare un'oc-
chiata alla storia della famiglia, alla quale appartenne il
nostro personaggio, di cui andrò raccogliendo in breve le
sparse memorie.
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