Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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MONUMENTO DI PIETRO BEGGIAMO

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scoli, e sulla parte superiore coricata la statua con berretto
in capo, vestita a ferro, con lunga sopravveste orlata di
pelliccia e tenente la spada stesa fra le gambe, contro cui
posa a sinistra uno scudo appuntato alle armi della fa-
miglia (i).
Il Galateri, che morì li 24 febbraio 1800, al capo Vili della
sua Storia parlando dei sepolcri così si esprime:
« Prima di chiudere questo capo non voglio lasciare di
« descrivere, e lasciare ai posteri la memoria di quel mau-
« soleo, che vedesi ancora di presente nella facciata della
« chiesa, in poca distanza dalla porta maggiore, a man destra
« entrando, così esigendo la gratitudine, che questo nostro
« convento deve all'illustre famiglia Beggiami nostra bene-
« merita fin dal principio della fondazione del convento,
« massimamente che questo mausoleo, che è di Pietro
« Beggiamo, per la sua antichità potrà una volta esser con-
« sunto dall'intemperie, giacche fin da quest'ora non senza
« stento può intendersi l'epitaffio scolpito in pietra in ca-
« ratteri gotici già molto corrosi.
« Questo mausoleo adunque appoggiato al muro della
« facciata è in lunghezza poco più di quattro piedi, ed in
« larghezza circa un piede e mezzo dalla superficie della
« facciata della chiesa; si erge da terra su di due colonne
« di pietra, una per parte, nella sua facciata un cataletto
« alto poco più di quattro piedi liprandi, ed è coperto il

(i) Lo stemma di questo casato quale fu usato sino agli ultimi tempi
consiste in tre bande merlate d'ambe le parti d'oro in campo rosso.
Per cimiero sovrasta allo scudo un corpo d'uomo vestito di rosso, che
tiene con ambe le mani sul capo un orologio a polvere, ed una croce
patente d'argento col motto : e urte e urte. Accennando a questa an-
tica famiglia non parmi fuor di proposito il far menzione di uno fra i
più illustri suoi membri, vo' dire di quel Cristoforo Beggiamo de' signori
di Cervere che primo in Piemonte introdusse la stampa chiamando in
Savigliano il tedesco Giovanni Glim, il quale vi lavorò nel 1470.
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