Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 3.1880

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ARCHEOLOGIA E EELLE ARTI

IV.

Verrua : — frammento inedito di iscrizione.

A Verrua, in alcuni luoghi quasi non è possibile sradi-
care alberi, scavar fosse per piantar viti, o fare lavori con-
simili, senza che si rinvengano ossa umane, monete, armi;
ma, per lo più; tutto è da attribuirsi ai secoli XVI, XVII
e XVIII (1). La storia di Verrua è conosciuta: già luogo

di Savoia, p. 148) ». Neil'Armerista delle famiglie nobili e titolate della
Monarchia di Savoia, 1874, del Conte A. Franchi-Verney, così è
descritto lo stemma de'Tizzoni, marchesi di Crescentino : n inquar-
tato: al primo e quarto; d'oro all'aquila di nero coronata dello stesso :
al secondo e terzo; paleggiato di rosso e d'argento: e sul tutto; di
argento a tre tizzoni di nero ardenti all'estremità ed ai lati di rosso,
uno accanto all'altro, cadmio in banda: cimiero; un'aquila volante
verso destra, di nero, tenente colla zampa destra un tizzone ardente
come nello scudo : Nil deterius familiari inimico 11.

(1) Presso la borgata di Garbignano si trovò un bellissimo mortaio
di bronzo; e, il 18 febbraio 1857, venne estratto dal Po, sotto l'antica
fortezza, un cannone pure di bronzo, che, se la memoria non mi tra-
disce, venne condotto all'arsenale di Torino. Pochi anni sono, ebbi
da Verrua una corazza di ferro; un denaro battuto dalla repubblica
d'Asti circa il 1200, recante nel diritto CVNRADVS II REX, e nel ro-
vescio ASTENSIS (D. Promis, Monete della çecca d'Asti, Torino,
MDCCCLIII. tav. I, n. 6); un frammento di marmo bianco del capo di
statua colossale femminile, innalzata forse alla duchessa Maria Gio-
vanna Battista ; e un sigillo di bronzo di forma ovale, su cui stanno
incisi uno scudo pure ovale accartocciato; ad un vaso cerchiato con
una pianta di cinque rami con foglie e fiori, nodrita in esso vaso, e
ai lati dello scudo le lettere B S: quale sigillo io giudico essere della
fine del secolo XVI, o del principio del XVII. — In questa state un
contadino che scavava quasi sotto all'antico ponte, che è nella pendice
settentrionale del colle e che serviva alla strada per cui si saliva alla
fortezza, rinvenne a cinque metri di profondità due piccole cuspidi di
ferro di lancia o di giavellotto, foggiate entrambe a foglia di salice.
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