Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 4.1883

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DI UNA NECROPOLI BARBARICA

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superata dagli arcieri romani, e specialmente dagli Unni che Belisario
e di poi Narsete tenevano nel loro esercito. Il fatto sta che e la libe-
razione di Roma ottenuta da Belisario con una inferiorità di forze
veramente disparata, e le due grandi battaglie vinte contro Totila e
Teja da Narsete, di cui fra poco parleremo, furono quasi unicamente
dovute all'azione degli arcieri dell'esercito greco.

VI. Goti, Franchi, Greci.

In occasione di quella guerra, Giustiniano aveva mandato messi ai
re franchi Clotario e Childeberto, non che a Teodeberto re di Au-
strasia, figlio del premorto terzo fratello Teodorico, onde indurli a
far alleanza contro i Goti, per combattere, nel comune interesse,
l'arianismo, ed aveva loro mandato ricchi regali e fatte maggiori pro-
messe. Il che tutto i re franchi avevano accettato con solenne patto.

Simili domande aveva fatto Teodato già da tempo, con un regalo
di 50,000 monete d'oro. E dopo di lui Vitige pur l'aveva rinnovato,
offrendo la cessione di certe provincie che i Goti ancora possedevano
oltre le Alpi, nelle Gallie, domandando che se non un aiuto manifesto,
attese le promesse fatte all'imperatore, almeno un sussidio di armati
per concorso di qualche popolo amico potessero concedergli, e fu
deciso che scendessero in loro aiuto diecimila Borgognoni.

Belisario dopo un anno d'assedio in Roma riesciva a liberarsene, e
seguiva Vitige che si era ritirato a Ravenna.

Milano che si era svincolata dal dominio dei Goti, trovavasi asse-
diata da Uraja capo Goto, coll'aiuto dei diecimila Borgognoni. La città
agli estremi chiedeva aiuti, e Belisario ne incaricava Martino ed Uliari
suoi capitani, ed anche Narsete allora giunto con soccorsi. Ma nessuno
si mosse, e la città di Milano dovette cedere per fame, onde, salvo il
solo presidio, fu arsa e distrutta la città, sterminata tutta la popola-
zione maschia, e regalate le donne ai Borgognoni in compenso del
loro aiuto (1).

Dopo questo fatto il re Teodeberto, sentendo come Goti e Greci
stessero fra loro aspramente combattendo, scese dalle Alpi con cento-
mila combattenti, e trattando dapprima i Goti come amici, onde aver

(0 Balbo, Storia d'Italia sotto i Barbari. - Procopio.
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