Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 4.1883

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

libero il passo del Po, ne aggredì poi ferocemente ed improvvisa-
mente il campo che esisteva non lungi da Pavia, ponendo in fuga i
Goti. Proseguì poscia il cammino verso il campo greco-romano, che
era a Tortona, e in pari modo ingannando chi aspettava alleati e non
nemici, ruppe del pari quella parte dell'esercito greco-romano, la quale
abbandonando ogni cosa fuggì a Belisario.

I Franchi però, consumate le vettovaglie trovate nei campi, si tro-
varono presto ridotti ad estrema penuria di viveri, per mancare ogni
cosa nel paese a causa della tremenda carestia che vi regnava. Ridotti
a poche carni ed a sola acqua, furono colpiti da grave morbo, a tal-
ché perì un terzo dell'esercito. Allora Teodeberto saccheggiata Ge-
nova, la Liguria marittima e l'Emilia, pare che ripassasse le Alpi col
grosso delle genti, ma pur lasciando, secondo che asserisce il Peyron-
net (un diligente scrittore della storia dei Franchi) (i), vari presidii
nelle città delle Alpi, ed anche alcuni in quelle poste al di qua, ed
alle falde delle Alpi stesse. Procopio sembra confermare questa asser-
zione dicendo: Qiia de causa cura -progredì nequìrent, ibi constite-
runt. Non sarebbe pertanto impossibile che uno di tali presidii fosse
rimasto a Testona.

Procopio (2) descrive le armi di cotesti Franchi,e dice che a custodia
del re stavano pochi cavalieri, i quali soli portavano aste. Tutti gli
altri erano pedoni non armati d'arco né di asta, ma solo di scudo e
di spade, ed inoltre di una scure assai grossa a doppio acuto taglio,
munita di un corto manico di legno, la quale si scagliava a breve
distanza onde infrangere lo scudo nemico.

Questa descrizione andrebbe assai d'accordo colle armi trovate a
Testona, fra le quali appunto abbondano le spade, mentre in generale
scarseggiano nelle altre necropoli. Ma forse Procopio designò con tal
nome anche le grosse daghe {scramasax) che avevano le propor-
zioni presso a poco delle spade romane. Egli dice ancora che i pe-
doni non portavano aste; ma questa asserzione sarebbe contraria al
detto di molti altri autori ad alle risultanze di tutte le collezioni di
armi barbariche, simili a quelle di Testona, nella quale esse invece

(1) Peyronnet, Histoire des Francs, voi. 1, pag. 145.

(2) Pag. 92 e seg.
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