Bullettino di archeologia cristiana — 3.1865

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appo i Romani appellazione di dispregio ; talché Ci- nitori al primogenito dato loro da Dio per breve tem-
cerone scrisse : an quidquam stultius quam quos sin- po (l); EPGOTA TIIEP HMOON, chiedi per noi (2);
gulos sicut operarios barbarosque contemnas,eos aliquid MNHCK2C0E HMCON EN TAfG AHAIG YM60N
pittare esse universosì (1). Or questa voce che ai con- TlVoGEYXAtCricordatevidinoinellesantevostreprecidi).
temporanei di Tullio suonava tanto ingiuriosa , nelle Dietro la scorta di questi esempi nel nostro frammento
iscrizioni cristiane si mula in epitelo di lode e di virtù. leggeremo ETXOjtj ùr.èp tafo, preghi per noi; tradu-
AMATRIX PAVPERORVM (sic) ET OPERARIA è delta zione letterale della formula incisa in altra pietra in la-
una donna che pose 1'epitaffio al sepolcro del marito tino: PETAT PRO NOB1S (4). Niuno si aspetti eh' io
anch' esso amatore dei poveri (2) ; LABORYM AY- qui intraprenda a discorrere sull'importanza e sull'au-
TRIX CAST1S SOCIA sono lodi d' un' altra buona torità di queste acclamazioni suggerite ai prischi fe-
Cristiana, la cui epigrafe divulgherò in uno dei futuri deli dalla pia fiducia nelle orazioni de'santi; nè che
fogli del Bullettaio. E bastino questi esempi scelti fra dalla scoperta del vetusto epitaffio di Calianilla io mi
i più manifesti ; chè non voglio qui dettare una di- stàdi) di confermare la molla antichità e la lontana
sertazione sopra un punto sì importante e non ancora origine di forinole sì preziose e controverse. La de-
trattato di cristiana epigrafìa. licatezza e la gravità dell'argomento mi consigliano a
Vengono le ultime lettere EYXO, che non danno trattarlo con l'apparato dei monumenti e degli studii
voce intera; ma senza dubbio debbono essere supplite opportuni nel tomo li delle Inscriptiones Chislianae.
con una delle declinazioni del verbo zvyo^i, prego. Le poche parole però, che ho scritto, bastano a far
E la pietra rotta nella parte inferiore e mutila nei intendere il pregio d'un sì bello epitaffio; ed a mo-
principii d'ogni riga lascia spazio amplissimo al ne- strare, che se il cemetero da noi attribuito a s. Nico-
cessario restauro. Come nelle iscrizioni latine sono mede ci è tornato in luce spoglio di ogni ornamento
assai note e dagli archeologi non meno che dai teologi e d'ogni istorico titolo, pure le meschine reliquie so-
tenule in gran pregio le formolo di acclamazione ORA, pravanzate a tanta jattura ed a tanta devastazione sono
PETE, PETE ET ROGA, IN ORATIONIBVS TV1S RO- da tenere in gran conto, ed accrescono testimonianze
GES PRO NOB1S, PRO CONIVGE, PRO FILIIS, PRO all' illustrazione d' uno dei punti che più da vicino
PARENTIBVS, PRO FBATRIBVS, PRO SORORE (3), tocca le controversie religiose nella scienza delle cri-
che sono vere invocazioni delle anime sante accolte stiane antichità,
in seno a Dio; così nei greci epitaffi leggiamo ETXOY
TI1EP HMCùN, prega per noi, acclamazione di due ge-----—-

—--- (1) Cardinali, Lett. intorno un antico marmo crist. p. 7; Iscr. Veli-
ti) Tuscul. V, 36. terne p. 214 n. 145.

(2) V. Inscr. christ. T. 1 p. 49 n. 62. (2) Iscrizione trovata sotto i miei occhi nel cemetero di Domitilla; V.

(3) V. Marini, Arvali p. 265; Martigny, Dictionnaire d'arch. chrét. Corp. inscr. Graec. n. 9673.

p. 585. La serie compiuta delle molte iscrizioni recanti queste forinole si (3) Marchi, Monum. primit. p. 104.

leggerà nel T. 11 delle Inscrivi, chrislianae. (4) Odorici, Dissert. p. 343.

Le iscrizioni Irovate nei sepolcri all' aperto cielo nella villa Patrizi.

Nell'articolo precedente ho fatto menzione del se-
polcreto circostante alla basilica in un'area sopra terra.
Le arche erano costruite con mattoni e con marmi parte
sculli, parte scrini tolti da monumenti diversi; come
nei sepolcreti dei secoli quinto e seguenti commune-
mente fu praticato. Uno di quei marmi ricorda un
Cirrio Artema; e il rarissimo gentilizio Cirrio ci fa ri-
sovvenire di quel Cirrio Zosimo, che donò le mesuralia
ai sodali Serrensi, la cui scola era poco lontana dalla
villa Patrizi (1). Egli è adunque probabile che la pre-

li) V. il Bull. d'Agosto 1864. Il eh. sig. Ernesto Uesjardins nella Revue
arch. {Juin p. 511-518) ha discusso distesamente e con la scienza, che
egli possiede dell'antica geografia, quale si debba credere la vera patria
dei Serrenses. Il dotto autore sostiene che questi sodali spettano a Ser-
reium o Serra città della Samotracia, una delle ^quattro proposte da Mon-
signor Cavedoni ; e stima che i Serrenses fossero iniziati nei misteri fa-
mosi delia loro patria.

detta lapide adoperala a costruire un sepolcro sia stata
tolta dalle vicinanze del sepolcreto dei Sodales Ser-
renses (1). Ecco l'iscrizione:

D ^ M
C . C1RRIVS . ARTEMas
VIVVS . COMPARAVIT Stèt
ET L1VERT1S LIBEBTA
BVSQVE POSTERISQVf

AEORVM

In un'altra pietra si leggeva la seguente epigrafe d'un
liberto di due Augusti prenominato M. Aurelio,- perciò
facilmente de' tempi di M. Aurelio e L. Vero impe-
ratori.
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