Bullettino archeologico Napoletano — 2.1843-1844 (1844)

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BULLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLETANO.

N.°XXIV (7 dell'anno II) — i Marzo i844»

Gli artìcoli, che non hanno alcuna sottoscrizione, sono dell editore cav. Francesco M. Avellino.

Osservazioni del sig. ab. D. Celestino Cavedoni sopra alcuni de monumenti pubblicati nel I anno di questo

bulletlino — Iscrizione trovata in Pozzuoli.

Osservazioni del eh. sig. ab. D. Celestino Cavedoni
sopra alcuni de monumenti antichi editi o de-
scritti neir anno 1 di questo bulletlino.

Vaso cumano con Cerere e Trillolemo (p. 6). La
particolarità del timone del carro, che termina in una
testa come di serpente con due lunghe appendici a
guisa di orecchi e con collo ornato a squame , ha
bel riscontro nel dipinto analogo di un vaso hamilto-
rnano , ove altri non bene ravvisava Apollo , e che
prende nuova luce dal cumano ( Inghir. vasi Jilt.
tav. 162). Ivi la spalliera del carro di Trittolemo fi-
nisce similmente in testa di serpente, ovvero di au-
gello orecchiuto , che ricorda quelle concise parole di
Plinio intorno ai Grifi (hist.nat. X, 70) aurita adun-
citate rostri.

Vaso cumano col mito di Cefalo (p. 5 e 35). La
notevole particolarità del compagno di Cefalo , che
in questo vaso, del pari che Cefalo stesso in quello
del museo Blacas , è in atto di scagliare una pietra
contra l'Aurora, sembra doversi ripetere da un moto
primo di chi è sorpreso da subita paura , siccome
Enea , al primo aspetto de1 mostri inferni {Aen. YI,
290) , corripit àie subila trepidus formidineferrum
(cf. bullelt. dell' inst. 18^1 , p. 5j). L1 insigne tazza
vincente di Cerone rappresentante il ratto di Cefalo,
ha nel dipinto esterno una lunga serie di figure ri-
guardanti in alto , una delle quali armata sta per
montare sopra una rupe (mon.ined. dell inst. voi.il
tav. 38) , che al eh. Braun ( annali t. IX p. 209 )
parve Edipo in traccia della Sfinge. Ma , per avere
un mito che più naturalmente si connetta col ratto di

Cefalo, vorrei anzi ravvisarvi Anfitrione , che col cane
anno 11,

di Cefalo dà la caccia alla ferocissima volpe Teumes-
sia (Apollolor. II !\., 7 : Antonia.Liberal.me(am./$i:
Pausan.W 19: Ovid. metYll, 762 seg.). Le dicci fi-
gure riguardanti tutte in alto sembrano esprimere il
momento in cui il velocissimo Lelape (meta?n. VII ?
774) vix bene missus erat, nec iam poteramus ubi
esset scìre — Jpse oculis ereptus erat. L' eroe bar-
bato armato di tutto punto , anziché Cefalo , parmi
Anfitrione , che era in sulle mosse per portar 1' armi
contra i Teleboi. L1 ara forse accenna come Anfitrione
era stato poc' anzi espiato in Tebe ; ovvero indica i
sacrificj fatti insieme co' ludi palestrici per placare gli
dei, che cessar volessero quello sterminio. Il sacco 0
grande borsa contesta a rete , con utensili della pa-
lestra , che si porta in sufi' omero la figura senile ,
si scambia luce confrontata coli'altra simile che tiene
fra mani altra analoga figura nel vaso di Archemoro
(Gerhard, Archemoros taf. I, s. i3). Del resto ,
tornando al ratto di Cefalo , nello specchio vulcente
e nel bronzo del eh. Millingen {annali dell inst. t.
XII, p. 1^9, 102), e fors' anche nella terra cotta
proveniente da un sepolcro cretese edita dal eh. Raoul-
llochette (inst. royal, B. L. t. XIII , pi. I\) , in ri-
guardo alla tenera età del garzoncello che 1' Aurora
tiensi fra le braccia, dubito che possa dirsi anzi così
rappresentato'Filone fanciullo bellissimo rapito dall'Au-
rora medesima [lleyne adApollodor. III, 12, 4).

Anfora nolana (p. 93). Il guerriero con elmo cre-
stato e con lorica ornala di due stelle, che imbracciando
lo scudo colla sinistra e stendendo dietro a se il deslro
braccio colla mano e colle dita aperte , corre inse-
guendo una donna , la quale a lui si volge impau-
rita , parmi verisimiIntente Menelao che insegne

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