Bullettino archeologico Napoletano — 4.1845-1846

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dalle persecuzioni, di cai poco teme , che seguila a
spargere le sue novello istituzioni. La pacatezza del dio
mentre Penteo infuria , ed è perciò punito , ci richiama
al pensiero le parole di Bacco presso Euripide, ove nar-
ra che mentre Penteo cercava di avvilupparlo tra ceppi,
e fe che legasse un toro , e soggiugne eh' e' se ne sta-
va là presente tranquillamente guardando :

.......7tXyi<J['ov 5' èyè Trxpcòy

"Hcjuxo? ^Kcruccy, ilevaaov {Bacch. v. 621).

5. Finalmente parci importantissima la presenza del
Satiro , che suona la tibia, e della Baccante col timpa-
no. E troppo noto il dionisiaco rapporto della tibia :
(vedi Bartolini, de liòiiscap. g. Buonarroti, osservaz.
sopra ale. medagl. p. 4^7 » 4-4-8) : ed è pur qui pre-
cisamente da ricordare quel che dice Filostrato parlando
appunto delle chiome di Penteo , che nò la tibia nò
l'estro avea mosse o\ì~e «ùXòs Isscas ns oi!)tì oiarpos
{imag. XV1I1).

Fa dunque la commovente tibia di Bacco contrap-
posto con Penteo , che non mai fu da quella messo nel
dionisiaco furore. E può alludere ancora la tibia al fu-
rore eccitato nelle Baccanti , che misero a morte 1' infe-
lice nipote di Cadmo.

E poi notevole che trovinsi nel vaso de' signori Jalla
riunite le tibie ed il timpano, che sono appunto ricordali
da Euripide insieme , come i due {strumenti che salva-
rono il fanciullo Dioniso dalle ricerche de' suoi avversa-
rli {Bacch. v. 124 segg., vedi pure v.i5S segg.).

C. Con questa occasione voglio dar notizia di un
frammento di vaso da me posseduto, che è stato rinve-
nuto nella provincia di principato ulteriore , poco lungi
da Avellino , sito nel quale non è nuovo il ritrovamento
di antiche stoviglie : vedi Gargiulo , cenni su i vasi
fìttili pag. i5 sec. ediz.

Il piccolo frammento , di cui parliamo , mostra che
tutto il dipinto esser dovea di somma importanza ; e
quantunque non ne avessimo che una minima por-

fi

zione , pure alcune particolarità cel fanno reputare de-
gno di essere conosciuto.

Vedesi a metà Penteo indicato dal suo nome graf-
fito in lettere di bella forma PEN0EYZ. Il suo volto
è giovanile , come in tutti gli altri monumenti (Wel-
cker ad Phìlostr. pag. 3i5). Aveva sospesa al fianco
la spada , ed un doppio giavellotto, di cui sCorgesi
soltanto 1' estremità , portava colla sinistra : mentre
tien colla destra imbrandito un altro giavellotto pronto
a vibrarlo : apparisce parte della clamide svolazzante.
Lo insegue una Baccante elegantemente vestita , con
nebride sulla tunica, la quale sostien colla sinistra un
timpano , e tiene il destro braccio atteggiato a strin-
ger qualche arma contro di Penteo.

Ma la più importante figura , che digrazialamente
per la maggior parte è perduta , si vede in alto sedente
e poggiando al suolo la sinistra con cui stringe un ser-
pente. È questa ornata di succinta tunica, e de1 cal-
zari , che giungono a mezza gamba.

Credersi dee la figura di una Furia, la quale tro-
vasi talvolta ne' monumenti che à Penteo si riferisco-
no: così comparisce nel bassorilievo sopra rammentato
della galleria Giustiniani (Welcker ad Philosir. p.
3i5) , eccitando le Menadi allo sterminio di Penteo.
Ed è pur notevole che Filoslrato descrive il Citerone
in un dipinto sotto umane forme , e da presso Megera
che pianta un pino , e mostra una fonte , in allusione,
come nota il sofista , alla strage di Alteone e di Penteo
(Philoslr. imag. XIV). Possiamo nel nostro frammento
ravvisare il primo vasculaiio dipinto , che faccia con-
fronto alla pittura di Filostrato , presentandoci la Furia
del Citerone : sicché può pensarsi che nel vaso , di
cui rimane questo frammento, stipponevasi il fatto suc-
ceduto sul Citerone , e non già sul Parnasso , ove per
alcune tradizioni si riportava (Unger ikebana paradoxa
voi. I, pag. i iS seg.).

La continuazione ne' seguenti numeri.

Giulio Minertini.

Stamperia TRAMATER — Prezzo di ogni foglio di slampa gr. 6; di ogni tavola in rame gr. 17.
Presso l'editore strada sette dolorin.° 26', il sig. Mori salita sludii n.° 27, il sig. Raffaele Barone
strada sludii ri" 20 , ed il sig. Raffaele Rondinelli largo S. Ferdinando n. 3.
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