Bullettino archeologico Napoletano — 5.1846-1847

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BULLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLETANO.

N.° LXXV (5 dell'anno V) — i Febbraro 184.7.

Gli articoli, che non hanno alcuna sottoscrizione, sono dell editore cav. Francesco M. Avellino.

Notìzia degli scavi di Pompei fino ad ottobre del 1846: fine degli articoli inseriti nel numero LXX1V.
e né precedenti — Monumenti diversi di Gnathia {continuazione de' vasi : Satiro e Baccante
coW Ermafrodito) — Notizia di una figulina che rappresenta Ulisse nel suo passaggio

presso alle Sirene.

Notizia degli scavi di Pompei da gemmo ad òtto- decimo giorno delle di lei ricerche ebbe novella del rà-

bre 1846: fine degli articoli inseriti nel numero pimento della figlia, senza però additarsele ancora l'au-

LX.X1V e né precedenti. tore di esso. E per verità potrebbe credersi questa scena

appunto espressa nel nostro dipinto, ravvisandosi Ecale
L' undecima apertura si è riconosciuto esser di un vi- nella donna che sta rimpelto a Cerere. Rimarrebbe però
colo traverso , che rimane tuttavia a scavare: e la duo- indeterminata l'altra figura muliebre, che stava dopo
decima si ravvisa già appartenere all'androne di una Ecale, e che forse potrebbe aver additata simbolicamente
casa. La decimaterza e la decimaquarta furon prepa- la regione ove l'incontro delle Dee supponevasi avve-
rate come le antecedenti : e così pure la decimaquinta , noto. Si sa per altro che variavano le tradizioni antiche
ma questa a differenza delle precedenti mostrò nella intorno a coloro che aveano a Cerere dato ragguaglio
parte delle pareti, che fu messa fuori, alcuni importanti del ratto di sua figlia , ed intorno al luogo ove questo
dipinti. avvenne. Vedi la lodata Zeilsehr. del cav. Welcker
Nel muro a sinistra essa ha un quadretto, di cui sven- pag. 7 , e la Simbolica del sig. Creuzer tom. IV pag.
turatamente la porzione superiore è perita: ma ciò, che 20,3 e segg. della terza edizione,
ne rimano, non manca di mostrarne l'importanza. Era Crediamo notevole il nostro dipinto anche per la di-
esso composto di tre figure muliebri in lunga veste, delle rezione delle due fiaccole, che la Dea tiene non, come
quali quella, che è a sinistra dello spettatore, ha nelle al solito , elevate , ma chine verso il suolo : colla qual
mani due sottili fiaccole accese chinate al suolo : le altre posizione par che manifestamente accenni alla ctonia
due le erano rimpelto, e di esse 1'una volgevasi verso significazione di quell'attributo , che pur rovesciato si
di quella prima, l'altra era di fronte. dà al Sonno, ed alla Morte. E se anche in questa posi-
Nella donna, che ha le due fiaccole, crediamo doversi zione alcuno trovasse un'allusione alla istituzione ed alla
ravvisar Cerere piuttosto che Ecale , 0 Telcte , cui per dottrina de misterii, non sapremmo punto contraddirlo,
altro le fiaccole in generale nò pnre disconverrebbero. In fine cosa ci sembra nè pur-fortuita che colle mani
Veggasi la Zeilschrift del cav. Welcker pag.i 11. Ma basse e colle due fiaccole curve quasi esprimasi la dire-
in questo nostro dipinto, per quanto può trarsi da ciò zione che dassi all'aratro nell'opera della seminagione,
che ne resta, par veramente che debba credersi effigiala Nel campo, che segue a questo quadretto, è dipinta
piuttosto Cerere, che alcuna di quelle divinità. Le due una elegante figura di Baccante nella solita posizione
fiaccole , che secondo Diodoro (lib. V cap. 4) od altri come volante per aria, con timpano nella destra , e tirso
accese ella nell'Etna per rintracciar la figlia, e che tanti nella sinistra, ed in atto di volgersi indietro,
monumenti le attribuiscono, sono precisamente ricordate Altri importanti dipinti veggonsi nel muro a rimpet-
pure dall'autore dell' inno omerico (v. 4.8 segg.) quando io, ove si è meglio conservato il quadretto rettangolare,
parla dell' incontro della Dea con Ecale, dalla quale nel che è nel mezzo, e che ci sembra assai degno di studio.

ANNO V. 5
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