Bullettino archeologico Napoletano — 5.1846-1847

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BULLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLETANO.

N.° LXXVI (6 dell'anno V) — i Marzo 1847.

Gli artìcoli, che non hanno alcuna sottoscrizione, sono dell'editore cav. Francesco M. Avellino.

Descrizione di alcuni ruderi recentemente rinvenuti presso V antica Capua — Sopra alcune lapide osche
di recente scoperta — Notizia di una figulina che rappresenta Ulisse nel suo passaggio presso
alle Sirene : fine dell'articolo inserito nel numero precedente — Iscrizioni latine.

Descrizione di alcuni ruderi recentemente rinve-
nuti presso r antica Capua.

Nella vallea falla dalle scoscese pendici dei raonli
Callicula e Tifala, ricevute a poche leghe innanzi le
acque del Sabato e del Calore , tra placido e rigonfio
scorre l'arenoso Volturno. Seguendo l'itinerario di Peu-
tinger, dopo che la via latina erasi per la seconda vol-
ta bipartita presso Isernia, dal tratto che vedesi fra Clu-
turno (forse erroneamente) ed Ebuziana, spiccavasi un
ramo traverso che metteva capo nelF odierno Trifìisco,
ove il Pellegrini sostenne passasse Annibale con X eserci-
to. Qui, e propriamente alla ripa opposta del fiume, os-
servaci tuttavia degli archi di un antico ponte laterizio
che nomasi Ponte rotto 0 d'Annibale, e che serviva sen-
za dubbio a congiungere la strada interrotta dal Voltur-
no. Questa terminavasi ad un edifizio 0 pago , menzio-
nato neir itinerario suddetto con la parola Syllas , dal
quale riuscendo nn poco obbliqua, costeggiava il Tifata
e si univa alla via fluviale o tifatina che da Capua me-
nava al delizioso tempio di Diana.

Premesso ciò , il monumento a descriversi restava al
settentrione di S. Maria ; alle spalle dell' ultimo clivo
dei Tifatini ; a manca del Ponte rotto , sulla sinistra
sponda del Volturno. Al primo buccinarsi della immen-
sa fabbrica disolterrata si sarebbe asserito che il Maz-
zocchi ed altri bene si erano apposti a non voler collo-
care il famosissimo tempio di Diana Tifatina nel sito in
cui ora è il villaggio di S. Angelo in Formis ; e che il
monumento rinvenuto era quel desso. Ma la sua distanza
minore di trenta stadi da Capua vetere, il materiale rozzo
onde componevasi (sia perchè cosi da principio 0 perchè
malconcio dal tempo), ed in fine il non esistervi vestigio
anno v.

della vantata magnificenza fecero volentieri abbando-
nare la concepita idea. Non pertanto , sebbene allo
sguardo si offeriva il semplice stereobata di un ed Sfì-
zio , pure dalla sua grande dimensione era anche facile
di arguire che potesse essere un qualunque tempio di
forma rotonda e di quelli delti peripleri, ed i piedi-
stalli e le colonne non vi si fossero mai poste, sia perchè
non finito 0 per altro accidente, ovvero che fossero sta-
te abbattute e tolte. Noi riterremo di buon grado esser
tale monumento nn sepolcro , ma un sepolcro di specia-
le ampiezza nel suo genere e meritevole di essere il de-
posito dei resti di cospicua famiglia 0 di benemerito
personaggio ; e che dall' altra parte ancora fu savio
provvedimento il ricoprirlo di terra, come non presen-
tante nessuna iscrizione, nessun fregio da ammirare , ed
il sito ne era incomodo, poiché d' assai sottoposto al li-
vello della pubblica strada e nel declivio di cretose cam-
pagne.

Il monumento era di forma circolare, la cui area in-
tersecata da tre mura stabilite selle linee de' tre diversi
diametri. Tutta la fabbrica interna era di quella che
appellasi a sacco, e attorno attorno vedevasi della spes-
sezaa di un quattro palmi. Scavatosi sino ad una gran-
de profondità nulla si rinvenne di notabile. Al di fuori
osservavasi rivestito di grandi lastre , due a tre palmi
doppie, larghe ed alte altrettanto in modo vario , ma
rettangolari. Al lembo superiore di tali lastre, comba-
ciate con grappe di ferro , volgevasi la cornice compo-
sta di lislcllino, guscio, gran gola rovescia, altro listèl-
li no e guscetto , e si n' era bello il lavoro che sarebbesi
sostenuto degno della greca scultura, anzi che della ro-
mana che pur dalla greca provenne.

Verso il nord questa cornice era stata tolta 0 non fi-
fi
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