Bullettino archeologico Napoletano — 5.1846-1847

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0 • K provato come sicoro dal cav. Welcker (p.58), il senso

[Av6o$)of*s y*tt[S ro «oQwfi&VOV £V <3n^seasi)> originario del rappresentalo , che ad Anfione, Anlio-

Owopw poi To5c(r,)y Tx/.ivOos(os) evQzSi xs!,u*£ pe , e Zelo vedesi poi trasferito, riputandosi Anfione

ZriW ero KE come un' altro Orfeo, ed essendo la gioja del rivedersi

la stessa in entrambe le scene , mentre 1' esito infe-

D • I • lice dell' una di esse è fuori della rappresentanza. Ma

ir T, . , ,. „ appunto perciò non crede il cav. Welcker che in que-

tiune Hi/acint/ius eoo retuli coqnomine jlorem .... . J

n . • ' , .sta trasposizione di senso in composizione non variata

Uptalum sertis, quem sciupio in marmore cernis. ~ ,, . , . . . , '

' v aitalto debba ravvisarsi che Arnione proccun conso-

lar, annos XJLr. , ...... „

lar la madre con argomenti pieni di sapienza e Zelo

Altro grazioso epigramma in iambico senario ci vien secondo la più fiera sua indole ne prenda le mani
or ora dalle terre puteolane. per eccilarla a vendetta. In ambedue le scene si espri-

me 1' amorevole rivedersi ; e se Anfione surrogato ad
0 . K Orfeo mostra tenerezza maggiore , deesi appunto ciò

CNTAYOA . KIM (sic) a questa surroga : alla quale crede il cav. Welcker

Al THC AOHN che fu mosso l'artista non tanto dal desiderio di re-

AIU3N XOON cai" nuova vaghezza ad una bella composizione per

OC CPMHnOAl mezzo di un significato novello forse particolarmente»

THC CIKOCI ZHC aggradito a motivo del favore di cui godea l'Antiope

AC €TH MNHMyiC Euripidea , quanto da qualche ragione esterna , che

AC TYMBON TCYH va pur ricercando col supporre che dovendo decorarsi

£ KAXX1CTOC <t>lAOC qualche sala con una serie di scene mitiche, ed avendo

(due foglie di edera) già nn numero di quadri di certo sigr. E

porsi al di sopra delle porte, potesse E"n
0 . K esser nel bisogno di una Antiope co'su

EvrowOx xftptótt tris Adrpxixv yfìovos fosse in armonia colle altre rappresene

EpptrjS ffo/Urvis stxosr £rior#s srn trovandola in alcuna classica composizu

MvYiptYlS Ss rupt/3ov T£u|s KaXÀtcrros <?tXof. di quella di Euridice con Orfeo e Mer

i dipinti pompejani in prova che anche E-1- §>
P. Bqff. Garriteci pareti prendeansi da originali conoscii E- "C
della C. di G. vede che ciò che il cav. Welcker su ci3

casa, potrebbe con ugual dritto suppoE. -C
Bibliografia. pio , e che la sua ipotesi trova una 1 =-2? o »

nella serie d'immagini allusive tutte al E. —
Bulletlino dell'istituto di corrispondenza archeolo- che vedovasi nel tempio eretto in Cizico

mi

glea del 184.6 (continuazione del n. precedente). Alialo di Pergamo (lacobs anlhol. tom.

C

segg.) e di cui appunto facea parte qu = s q g

N. IV. Alcune pregevoli osservazioni del cav. Wel- e Zelo in atto di vendicare Antiope. E|_ q £
cker contenute in questo numero illustrano, benché di casione contraddice anche il cav. Welckc E_co

passaggio , due celebri monumenti del nostro realmu- del celebre Miiller che nel nostro gruppo |_ >*'

seo > nè vogliamo mancare di farne qni tesoro. Nel nese ravvisava una espressione del piùui^ £ §

bassorilievo greco co* nomi di Orfeo, Euridice, e Mer- di Anfione nelP atto, in cui egli è, di r j| q c5
curio esprimesi a giudizio del sig. dottor Braun , ap- afferrandolo al muso ed al corno, mentre . E „

E 00
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