Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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del nome sulla scorta di Strabone. Posto adunque,
che questo fosse un luogo centrale di commercio,
egli è ancora spiegato per 1' autorità di Macrobio co-
me vi fosse celebre il culto di Mercurio e di Maia;
alle quali due divinità i Mercalores per lo appunto
raccomandavano la buona riuscita dei loro traffichi.
Della dea Maia non ci parla finora verun monu-
mento , ma nè di Mercurio, se non le iscrizioni, che
abbiamo dei ministri di ambedue : ma se la dea Maia
è la stessa cosa, che la Dea Terra, siccome opinava-
no alcuni con Labeone : Affirmant quidam, quibus
Cornelius Labeo consentii, liane Maiam, cui mense
maio res divina celebratili', terram esse ; e se le sigle
T. D. V. S. di una lapida votiva trovata appunto in
questo tempio molto probabilmente si spiegano Tel-
luri Deae, Volo Soluto, avremo un argomento di
più in conferma , che questo è il tempio di Mercurio,
e di Maia , Bstov <sv\x^Jj\kws , cioè onorati allo slesso
altare , e coi medesimi sacrificii. Garrucci.

9. Si è rinvenuto finora alcuna cosa di cristiana
credenza in Pompei?

A dar una giusta risposta a tal domanda conver-
rebbe aver atteso a tutto ciò che si è finora disotter-
ralo in Pompei : ma niun può rispondere delle sco-
perte antecedenti, cioè di tulli i particolari, fino alle
iscrizioni graffile sì numerose in tulle le pareti, la cui
importanza è stata finora con tanto danno quasi del
tutto inavvertita.Manca l'esame delle suppellettili,delle
quali molta parte è ammassata nei magazzini, manca
la lettura del giornale degli scavi, donde si potrebbe
almeno avere una imperfetta descrizione di essi. Non
v'ha poi un esatto registro di tutte le leggende pane-,
tarie dipinte a pennello, che non basterebbe neanche
di aver copiate dai primi intonachi ; costando a me
per esperienza , che caduti questi, altre epigrafi sot-
toposte sono venule a luce , non copiate affatto da ve*
runo prima di me, e lo ha dimostrato anche la sco-
perta, che vi ho fatta dell'intera leggenda ORO VOS

FACIATIS , e posso aggiungere , che tutta quasi
quella via mi ha dato leggende nuove, e di non me-
diocre utilità , siccome appare da quel frutto che ne
ho tratto nell'articolo intorno all'Ambulazione di Pom-
pei. Dopo tale prolesta , dico, che io son ben sicuro
esservi stati Cristiani in Pompei, siccome non poteva
mancarvi un numero di Ebrei in luogo sì centrale di
commercio. Preveggo ancora, che si potrà avere più
luce in tale quistione, quando perverrassi alle parti
della città più ignobili, e verso il Sarno, ove, avreb-
ber dovuto abitare gli Ebrei, ai quali gli x\postoli re-
cavano ordinariamente la buona novella, e per loro
mezzo anche ai proseliti, onde si propagava fra gentili
la notizia della redenzione. Ho letto su di una parete
in lettere greche alcuni nomi evidentemente orientali,
ed asiatici sì, che possono convenire anche ad Ebre>,
come Mcroab: ed Ebrei credo indicati nella voce VER -
PVS , che leggesi in un programma rLOLLIVM D..
VERPVS ROGAT, che confronto ad un' epigrafe di-
pinta: IAMDOCVI FELICES VERPI(cf.Iuven. Sat.
XIV, v. 99, 104 e lo scoliaste, Marziale VII, ep. 81
XI, ep. 95. ); e paragono al fullo, allo sludiosus, al
pislor, che, come ho detto più avanti, hanno la forza
di plurale. Attenderemo adunque che gli scavi si ri-
volgano a quelle ultime parti di Pompei per vedere,
se questa conghiettura è felice.

Una lucerna , che gli Ercolanesi dicono scoperta
in Pompei nel giorno ultimo di gennaio del 1756
(Antichità di Ercolano p. 2191) e il giornale ufììziale
agli 11 gennaio di quest'anno ( Fiorelli, Docum. 0-
rigin. degli scavi di Pompei voi. 1 col. 50), è cri-
stiana senz' alcun dubbio, ma del quarto secolo; onde
non fa luogo recarla a soluzione del quesito. Gli Er-
colanesi , che non si avvidero dell' epoca , diedero
una dichiarazione poco esatta, fluttuando tra le croci
cristiane , e le così dette croci ansate degli Egiziani,
colle quali non è da cercarsi confronto in quesie nostre
terre. Deve esser quindi riposta tra le suppellettili dei
cavatori del secolo quarto; che siccome abbiamo diso-
pra avvertito , in tutti i tempi cercarono Pompei.

Garbucci.

P. Raffaele Garrccci b.c.d.g.
Giulio Minervim — Editori.

Tipografìa di Giuseppe Càtaneo.
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