Bullettino archeologico Napoletano — N.S.6.1857-1858

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sol corpo le molle migliàja di coleste iscrizioni, per
lo più sepolcrali di ogni paese, e disponetele nelle clas-
si volgari di epitaffi posti ai genitori, ai conjugi, agli
amici, e che so io, che ne avverrà? Primamente il
soverchiale numero delle iscrizioni di Roma assor-
birà quasi e farà pressoché al tutto scomparire quelle
troppo men numerose delle province ; secondamente
avrete una serie di sepolcrali memorie, le quali sin-
golarmente prese vi appariranno sovente nude di ogni
pregio, la serie istessa e l'ordine, in che saran poste,
riuscirà di menomissima importanza. Che se intorno
alla maggior raccolta delle molte migliàja d'iscrizioni
della chiesa madre, eh' è la romana, s'aggrupperanno
quasi intorno a nucleo ed a centro le minori raccolte
di quelle delle altre chiese, compilale nella faccia dei
luoghi, dove soltanto in molti casi è dato distinguere
con sicurezza le cristiane dalle pagane e riconoscerne
l'età per indizi tutto proprii e topografici , i quali
variano tanto, quanta è la varietà delle patrie de'mo-
numenti, noi potremo allora sperare d' avere utili e
quasi perfette edizioni de' monumenti della cristiana
epigrafia ».

Così io scriveva nel 1848, e pressoché in pari tem-
po io confortava l'ottimo ed eruditissimo amico il
sig. Edmondo Le Blant ad accingersi alla raccolta delle
cristiane iscrizioni di tutte le Gallie: raccolta assai de-
siderabile, perchè doveva rivelarci una serie di mo-
numenti epigrafici quanto ricca altrettanto poco e male
fin qui esaminata e conosciuta, e dalla quale io spe-
rava quelle utilità del metodo geografico nella cristia-
na epigrafia, di che sopra ho rapidamente discorso.
Ora ecco che datosi il Le Blant con tutto l'animo al-
l' onorata impresa 1' ha condotta felicemente al suo
termine, ed ha con somma diligenza e perizia adu-
nalo da tutta la Francia e dalle città del Reno oltre a
novecento cristiane iscrizioni anteriori al secolo Vili,
delle quali poco meno che la metà hanno teslè vedulo
la luce in un volume di un cinquecento pagine. Del
quale non è scopo del mio presente scritto discorrere
i pregi, che sono molli e grandi e ne'monumenti e
nelle dichiarazioni, che a ciascuno di quelli l'autore
ha soggiunte ; dichiarazioni ricche di non facile nè
leggera erudizione, e di severa e soda dottrina. Sif-

fatte lodi della predetta opera del mio chiarissimo
amico sono già slate degnamente svolte dall' illustre
archeologo modenese il eh. D. Celestino Cavedoni
nel giornale napoletano il Giambattista Vico volume
IH pag. 140 e segg. Ma io qui ad altro ora non
intendo, che al consigliare i cultori della cristiana
antichità e dell'istoria che tolgano ad esame quei
monumenti epigrafici non 1' uno dopo l'altro singo-
larmente, ma tuli'insieme ciascuna serie spettante a
ciascuna ciltà e provincia ; scrutando in ognuna F in-
dole, le formole, l'età, il numero de'monumenti,
affine di riconoscerne i caratteri proprii e distintivi,
ed investigarne anche al possibile le intime ragioni
e le relazioni con la storia ed i costumi delle singole
chiese.

E veramente so bene quanto studio ha posto il Le
Blant nel notare le varietà delle formole proprie quali
all'una, quali all'altra chiesa delle sue Gallie ; tanto-
ché è giunto per fino a discernere la patria ignota di
molte iscrizioni per i soli indizi dello stile e delle di-
zioni in esse adoperate: vero e fino ad ora intentato
progresso della scienza epigrafica. Nò vorrò io qui
preoccupare al mio amico il suo campo e tentare in
qualche parte cotesto esame topografico e storico del-
la cristiana epigrafia delle Gallie; del quale studio
toccherà egli forse nella prefazione generale alla sua
opera. Ma dopo avere divulgato il mio pensiero in-
torno al metodo fondamentale da tenere nella distri-
buzione e nell'esame dei monumenti della cristiana
epigrafia, e dopo mostratone un sì luminoso esem-
pio nell'opera del Le Blant (1), m'accingo a dettare
alcuni saggi di studii sulla cristiana epigrafia di que-
sta o di quella città del regno napoletano ; secondo
che mi caderà in acconcio, e che la materia mi sem-
brerà avere più di novità, e di opportunità. Forse il
mio divisamento non sarà ingrato ai lettori di cotesto
bullonino, ai quali è stala dal chiarissimo editore fatta

(I) Non voglio qui ommettere di ricordare ai lettori, che in
questi ultimi anni anche il chiarissimo Cav. Gazzera imprese e
condusse a termine e divulgò la raccolta speciale delle iscrizioni
cristiane del Piemonte , distribuite geograficamente e dichiarale
con quella perizia e copia di storiche notizie , che rifulge iti lutti
gli scrini dell'archeologo piemontese.
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