Bullettino archeologico Napoletano — N.S.6.1857-1858

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NUOVA SERIE
n.° 129. (5. dell' anno VI.) Novembre 1857.

Oracolo di Orfeo e dell'Apollo Napeo in Lesbo: vaso dipinto di fabbrica nolana.—Iscrizioni Ialine nel comune
di Marano.—Dell' iscrizione sorrentina dedicala a Fausta moglie di Costantino Magno.—Del Bacco Ccfa-
lene o Cefallene.

Oracolo di Orfeo e dell' Apollo Napeo in Lesbo: vaso Os petit, et sparsos stillanti rore capillos.

dipinto di fabbrica nolana. Tandem Phoebus adest, morsusque inferreparanlem

( Tav. IV, fig. 1 e 2 ) Arcet, et in lapidem rictus serpenlis apertos

Congelat ; et patulos (ut crani) indurai hiatus.
Le tradizioni concernenti alle Tracie Baccanti le (Melam. lib. XI v. 50 segg.).

quali dilacerarono le membra di Orfeo , presentano Importante si è questa tradizione, perchè pone Or-
di questo mitico fatto alcune particolari circostanze, feo in rapporto con Apollo , il quale accorre a pro-
Sono principalmente notabili i versi del poeta Fano- teggerne il capo dall'attacco di un fiero serpente: e
de, che narra a lungo l'avvenimento. Egli riferisce fa pur confronto all'antagonismo del dio solare Apollo
che le Bistonie troncarono il capo di Orfeo, e lo lan- collo ctonio rettile , del quale antagonismo è quasi
ciarono nel mar di Tracia (ds v.\% ©pr/x/^v) insieme tipo il mito dell'ucciso Pitone (1). Ovidio nulla dice
con la lira. La testa e la lira sono trasportate da'flutli della lira : sicché non può diffioirsi s egli seguisse la
nella sacra Lesbo, ove il capo è sepolto, e messo nella tradizione di Fanocle , che la fa seppellire in Lesbo
medesima tomba il celebre istrumento. Così dice della insieme col capo. Lo stesso dee dirsi di Eustazio, che
testa il poeta parlando di Lesbo come metropoli delle eoliche città,

avverte come fu fatta partecipe della testa di Orfeo ,

.........fv&ct yjysioiv la quale era stata colà trasportata: lx.ii yxp Qxvi /x;rà

'Avepss 'Offyifrp ìxf£piffa.v x^xX-fy. &>xvxrov v.vr\y XaXot/ffav 7rpccrsvix.^iyrM '• e n0'a che

questo mito provenne dalla celebrità di Arione, Pilla-
Osserva poi che la lira molceva l'amara acqua di co, Alceo, Saffo (ad Dion. per. v. 537 pag. 210 ed.
Forco Bernhardy). È da notare che il mito supponeva che

.......-f) xtà àvctu^ovs la testa giungesse in Lesbo cantando le orfiche canti-

Ilsrpocs xxì $?ópzov wrvyvòvhréi'&w vìu>p. lene. A ciò allude il XaXoycrav di Eustazio : a questo

accenna l'epiteto di X/ysia datole da Fanocle : e Io
Nola finalmente che da quel tempo si attribuisce a dice espressamente Ovidio .... flebile lingua Mur-
Lesbo il lirico suono ed il canto (ap. Stobaeum LXII murat exanimis (1. e). Filoslrato ci fa conoscere che
p. 399: Ruhncken. epist. crii. II p. 302). Non è di- "n luogo, per dove passò la lira di Orfeo nell'essere
versa la narrazione di Ovidio , il quale parla della trasportata a Lesbo, fu denominato Lirnesso At-
testa e della lira lanciate nell'Ebro, ove questa cor- vrpaà» (heroic. X pag. 713). Da ciò ricava il Plehn
rendo al mare udir faceva un flebile suono. Poi se- che in alcune tradizioni parlavasi della sola lira {Le-
gue a narrare :

Et Methymneae potiuntur lilore Lesbi ^ Con 1llK[a tradizione ovidiaoa è da paragonare quella dello

jj- f . . . . ' , pseudo-Plutarco , il quale narra che la testa di Orfeo fu cangiata

aie fcrus expositum percgrims angms arems in serpe„ie : dt fliwior. et moni, nomivi. HI, i.

ANNO VI. 5
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