Bullettino archeologico Napoletano — N.S.7.1858-1859

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.
NUOVA SERIE
N.° 165- (15. dell’anno VII.) Aprile 1859.

Il mito di Erisitlone ed i Palici. Continuazione del n. 163.—Quadrante inedito della gente Renia.
Studii Pompeiani. — Caserma de' Gladiatori.

Il mito di Erisitlone ed i Palici. Continuazione del
num. 163.
Afflo di Erisitlone.—Monete.
Il eh. critico crede desumere una opposizione alla
mia spiegazione da alcune medaglie , ove si scorge
rappresentalo il mito di Erisitlone. Egli le dice da
mediale; e pure avrebbe potuto soggiungere che
quella di Myra della Licia era slata da me spiegata
( v. an. V p. 68 ). Sono io esse uomini intesi colle
scuri a tagliare un albero: ed in quella di Mira ap-
parisce sull’ albero stesso la dea Cerere in difesa del
sacro suo bosco. Non veggo quali essenziali differenze
riconosca il critico tra questi monumenti numismati-
ci, e le rappresentanze de’vasi. L’albero figurato nelle
monete neppure può riputarsi di singolare grandezza,
avuto riguardo alle proporzioni degli uomini che lo
colpiscono ; sebbene possa attribuirsi a diretta remini-
scenza della narrazione di Callimaco. La mancanza
dell’ apparizione nelle monete di Afrodisiade è bi-
lanciata dalla fuga di uno de' due uomini cagionata
senza dubbio da una epifania. E la varietà dell’ ap-
parizione nelle medaglie di Myra , ove la dea è già
sorta dal suolo e siede sull’albero, nulla pruova con-
tro la mia opinione, che suppone il momento dell’e-
levarsi di Cerere dalle regioni inferiori a spaventare
i colpevoli.
Son queste le mie risposte alle moltiplici osserva-
zioni del cav. Welcker, sulle quali ho dovuto neces-
sariamente fermarmi. Lo doveva alla scienza, lo do-
veva a me stesso. Rimanga il giudizio di tutta questa
contraddizione presso i dotti, che vorranno studiar
pacatamente la questione, senza preconcette opinioni.
ANNO VII.

10 per me ho fiducia, che i monumenti, de’ quali fi-
nora ho tenuto discorso, passeranno nella scienza se-
condo la mia determinazione:/avvisandosi in essi la
Cerere pelasgica ed il mito di Triopa o del suo figlio
Erisitlone.
Milo de’ Palici.
Se le cose disputale nella prima parte di questo ar-
ticolo sono fondate sul vero, non potrà in niun conto
applicarsi a’tre monumenti, de’quali abbiamo ra-
gionalo, il mito de’Palici , neppure come viene in-
teso dal cav. Welcker. Noi abbiamo dimostrato che
i pretesi Palici hanno grandi scuri e non già martel-
li, ch’essi ritengono i colpi e non già li raddoppiano.-
dalla quale osservazione cade tutto 1’ edilìzio elevato
dal critico ; giacché, tolto di mezzo l’alternar de’col-
pi, manca tutta l’allusione a 1 nome ed alla natura di
quegli esseri simbolici, ch’egli aveva creduto di com-
prendere perfettamente , mercè 1’ ajuto del vaso del
museo di Parigi.
Abbiamo di sopra avvertito che il Welcker ha ri-
trattata la sua precedente opinione, per quanto ri-
guarda il vaso del Passeri, e che non intende di ap-
plicarla al vaso di Nocera. Ma questi tre monumenti
offrono tra loro sì stretta analogia, ed una tanto pal-
pabile somiglianza, che non può dubitarsi della loro
comune intelligenza. E perciò, se per confessione del
critico , il mito de’ Palici mal si adatta a due di quei
monumenti, sarà agevol cosa il dedurne , che anche
11 terzo non si presta a quella spiegazione.
In qualunque modo, la scienza ne avrà guadagnato
che lo stesso insigne filologo esclude da’ monumenti
de’ Palici il vaso del Passeri : e perciò la discussione,
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