Bullettino archeologico Napoletano — N.S.7.1858-1859

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.
NUOVA SERIE
7V.° 168. (18. dell’anno VII.) Maggio 1859
Nuovi studi intorno alle antiche monete di Atene. Continuazione del n. 166.— Tipo singolare di una
dramma arcaica di Alene.

Nuovi studi intorno alle antiche monete di Alene. —
Continuazione del n. 166.
AIOEE, noXEI. Bacco slolato stante di prospetto
con oggetto indeciso nella d. e con tirso nella s.
Il eh. Beulé vi ravvisa Bacco Choregico, o Mei po-
mello; e posto che sia Bacco tutelare delle scene, po-
trebbe riferirsi a Diogene 'Oboptaos Ateniese , che
pose in scena parecchie tragedie intorno all'olimpiade
94 ( Suidas , s. ), oppure a Diogene celebre attor
scenico, lodato anche per virtù morali (Aelian. var.
Itisi. Ili, 30 ) , da uno de’ quali discendesse questo
Diogene primo magistrato.
AIOKAHX, AEWNIAIIX. Esculapio slanteappog-
gialo al Iaculo, attorno al quale si avvolge il suo serpe.
AIOKAHX, MEAI. Pallade goleata stante con Vit-
toria nella d. con asta nella s. e scudo e serpe a’ suoi
piedi.
AIOKAHX TO AEYTE, MHAEIOX. Igiea stante
con patera nella s. in allo di pascere il suo serpe.
TO TPIToy AIOKAHX , AIOAOJPOX. Bacco
barbato sedente in trono con carchesio nella d. e con
tirso nella s.
Questo Diocle , che fu primo magistrato per ben
tre volte (1), circa i tempi di Adriano, sembra avere
adottati quattro diversi simboli per accennare alle glo-
rie de’suoi maggiori e ad avvenimenti contemporanei.
Bacco Choregico può riferirsi a Diocle poeta della com-
(1) Il eh. Beute si credette in dovere di avvertire, chelaformola
ri Ssórjpov si è una maniera di dire tolta dalla lingua Romana ;
quasi che i Greci non avessero avuto rà ro rzpwrov ,
rò tónpov, rò rpérov, e via dicendo, lino da’ tempi di Omero
e di Erodoto.
RIVÌVO VII.

media vecchia ; fra le cui composizioni se ne ricorda
una intitolata ai Baxxa/(Suidas s. v. Meineke, fragni.
Coirne. Gr.I p. 251). Esculapio ed Igiea ponnoappellare
alcelebremedico A'oc/e di Caristo, che, dopo Ippocra-
te, secundus aelate famaque exstitit (Plin. XXVI, 6 ),
e che ci fiorì quando l’Eubea dipendeva da Atene. Pal-
lade nicefora può ricordare come nell’ olimpiade 92,
4 , sotto 1’ arconte Diocle, sfavasi compiendo il tem-
pio di Minerva Poliade ( C. I. Gr. n. 160 ) ; oppure
può riferfrsi a qualcuna delle munificenze di Adriano,
a’ tempi del quale sembrano impresse le monete di
Diocle per ragion delle lettere W ed U) poste per Cl
in queste sole. Ad Adriano stesso altri riportar po-
trebbe anche il simbolo di Bacco choregico, sapendosi
che queli’Augusto in Atene rà. A.iovutria. sv
T't'd \rj.\kr7(pw$ ( Dio, LIX, 16 ).
AIONTX , AIONTX. Sole oriente in quadriga di
prospetto.
Il eh. Beulé pone impresse queste monete un due
secoli innanzi 1’ era volgare (1) , in riguardo al loro
buono stile; eppure il Mionnet le poneva tra quelle di
fabbrica ordinaria. Altri riportar le potrebbe a’ tem-
pi del soggiorno di M. Antonio in Atene; poiché quel
triunviro dominatore dell Oriente pose in alcune delle
sue monete il busto e benanche la figura intera del Sole
oriente (Cohen, mon. cons.pl. IV,XII). Altri sospet-
tar potrebbe, che Dionisio primo magistrato col sim-
bolo del Sole oriente intendesse accennare a Dionisio,
(1) 11 eh. Beulé pone impressi questi teledrammi nel 209 in-
nanzi Cristo, allorché, a dello di lui, i Rodii, insieme con Aitalo
e co’Romani, liberarono Atene stretta d’assedio da Filippo Ili re
di Macedonia; e dovea dire da Filippo V, che regnò un secolo
dopo Filippo 111. , Q
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