Bullettino archeologico Napoletano — N.S.7.1858-1859

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.
NUOVA SERIE
2V.° 169. (19. dell’ anno VII.) Giugno 1859.

Iscrizioni etnische in vasi di Nola e di Capua.—Satiri con topo, in vaso dipinto. — Statuetta in bronzo di
provenienza lucana.—Una rettificazione.

Iscrizioni etnische in vasi di Nola e di Capua.
Il mio eli. collega P. Raffaele Garrucci, sin dal
primo anno di questo bullettino , presentò una dotta
discussione sull’ etruscismo nella Campania , contra-
stando la opinione dell’illustre Niebuhr (pag. 84 seg.).
Egli prendevane la occasione, pubblicando le iscri-
zioni etnische graffite sul fondo esterno di due vasi
trovati in sepolcri campani. Alcune altre iscrizioni
graffile sopra vasi della medesima provenienza erano
state già prima riportate dal eh. Mommsen ( unter.
dial. tav. XIII: pag. 314- seg. ). Mail dotto Aleman-
no pensò ad Etruschi dedotti in colonia da’ Romani,
non prima del 518. Una tale supposizione fu giusta-
mente combattuta dal Garrucci 1. c. e poi da me stes-
so, quando vennemi fatto di pubblicare un importante
vaso di bronzo, rinvenuto in una tomba dell’ antica
Capua, ove si scorge una iscrizione osca in caratteri
etruschi. Ed io trassi da quel monumento una dimo-
strazione novella contra la conghiettura del Mommsen
( bull. cit. an. Il p. 139 ).
Anche in seguito lo stesso eh. Garrucci pubblicò
un’altra iscrizione graffila all’esterno di un vaso del-
l’antica Capua (bull. cit. an. II p. 164), sul quale
presentai io stesso alcune osservazioni (ibid. p. 167),
Ora son lieto di poter pubblicare quattro altre si-
mili epigrafi , due delle quali provengono dal suolo
dell’ antica Capua, e due altre da Nola.
Esse con quelle precedentemente conosciute fan
pieno confronto al noto passaggio di Polibio, che ri-
corda gli stabilimenti etruschi da Capua a Nola: 'rà
TTSp} KaTtU^V x&i NwXtjv tcsSio. (hist. lib. XI c. 17 ).
Ecco le iscrizioni delle quali ragioniamo.
anno vii.

1. La prima (tav. d’agg. n. 3) è segnata con una
punta acuta sulla esterior superficie di una patera di-
pinta tutta di nera vernice, rinvenuta in una tomba di
Nola, ed ora posseduta dal negoziante di antichità sig.
Raffaele Barone. Essa dice così :
WV* • Silfi • lAHi) • W1VA
Luvcies. Cnai. viies. sum.
Importante riesce il nostro graffito, perchè per la
prima volta ci offre il nome Lucius nell’etrusco lin-
guaggio.Ed è da osservare in questo luogo che la voce
Luvcies fornisce un riscontro a quel che fu osservato
dal eh. Ritschl, e da me confermato, sulla ortografia
del nome LOVC1VS (v. questo bullettino p. 19). Io illu-
strai la idea del dotto professore di Bonna colla coin-
cidenza dell’ osco UVCIKIÉ e UVCKI^ , che osservasi
nella laminetta di piombo di Capua da me pubblicata
(bullett. an. V p. 100). Ora a me stesso riesce di dar
fuori un monumento, nel quale la forma etrusca il-
lustra e conferma quelle medesime osservazioni.
Dopo il Luvcies seguono nel nostro graffito le let-
tere SHFHAHX Se si avesse riguardo al punto chiara-
mente segnato dopo la voce Cnai, dovrebbe credersi
in questa indicato il nome del padre: Cnaevi filli; es-
sendo nota la intelligenza della parola via o fia, vius o
fius (o piuttosto fie') nell’etrusco linguaggio (Fabretti
nell’arcA. stor. ital. n.s.V. disp. 2 p. 53: Conestabile
iscrizioni etnische di Firenze p.7 e 228; pref. p.LXX).
In tale ipotesi, ritener si dovrebbe Io Cnai per un
genitivo mascolino, o piuttosto per un’abbreviazione
del nome paterno, a cui manchi il finimento. Rite-
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