Bullettino archeologico Napoletano — N.S.7.1858-1859

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BLLLEITIXO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.
NUOVA SERIE
2V.° 174. (24. dell’anno VII.) Agosto 1859.

Notizie sul Vicus Palatius.—Poche osservazioni su varii monumenti del Vicus Palatius.—Intorno alcune
iscrizioni pubblicate nell’ anno VII del Ballettino.—Bibliografia Archeologica.

Notizie sul Vicvs Palatius.
Sono ormai due anni che proseguendo i miei studi
sulla giacitura dei tuG di trasporlo, mi recai a disa-
minare il vasto deposito di questa materia vulcanica,
che in forme gigantesche ed imponenti si spande nei
contorni di Calvi , ed ivi trovava esempi dei meati
verticali originali dalla uscita de’ gas nella massa del
tufo ancor molle, e che la volgare opinione reputa
cunicoli degli antichi ; mentre tale n’ è la profondità
e così ristretto il diametro, che appena le trivelle sa-
rebbero alle a farne di somiglianti.
In queste geologiche peregrinazioni, movendo da
valle in valle, riuscii in una via cupa, che dal Semi-
nario di Calvi volge a Sparanisi. Ed ivi le acque re-
cano pezzettini di oro, monete , e frantumi di bron-
zo, cosicché quelle arene di alluvione sono pei fuga-
tori di antichità una piccola California. Movendo più
innanzi m’inoltrai in altro sentiero , normale al pri-
mo, che forte destò in me le meraviglie, parlando al
mio pensiero di popoli, che sparirono; di grandezza,
di forza , e di civiltà , che più non sono. Conciossia-
chè , coronano ambo i lati della strada grosse mura
a secco, sorte dall’accozzaglia di grosse pietre poli-
gonali, da vaste basi di colonne , fusti, capitelli, la-
stre di basalle, spezzoni di granito, di sienite, di ci-
pollino, di marmo statuario, di laterizi. Ed in mezzo
a questa congerie d’ accumulate rovine , numerose
lastre di lava vulcanica incavate nel loro bel mezzo
d’ un cavo a superGcie cilindrica, le quali pare aves-
sero appartenuto a maestoso canale , che dovea co-
steggiare la strada, formando gavela per le acque. Or
perchè tanti e siffatti avanzi d’umane opere non han
ANNO VII.

potuto essere colà trasportati, ostando al fatto l’ecces-
sivo lor peso , è da credere che venuti fossero fuori
dal successivo ridurre a coltura la terra. Per la qual
cosa colà era una maestosa diramazione della Via La-
tina , se pure stimar non si voglia la istessa Latina ;
la quale, se così fosse, non passava punto per Pigna-
taro, Pantuliano e Vitulaccio, come scrisse il Pratilli,
( Via Appia p. 4% ), ma molto più al di sotto.
più innanzi .mi fu veduto un immenso accumolo
di rottami : e spontaneo sorse al pensiero Layard ed
i mucchi di rottami di Nimrod e Kouyunjik, presso i
quali ebbe egli trovato le opere da cui derivarono.
Onde posi mano al cavare, e ne uscì fuori la bella
iscrizione di Aufellio Bufo, che rivela l’esistenza d’i-
gnoto Borgo , il Vicus Palatius, dipendente forse da
Calvi ( vedi sopra la discussione fatta dal Minervini
pag. 15-16), ma ricco d’arte e di monumenti che
per avventura potranno ecclissare le memorie Galene
Gnora conosciute.
Imperciocché, dietro poche esplorazioni, è uscito di
sotterra un Bacco di marmo avente grandezza mag-
giore del vero, una gamba ed una testa di statua gi-
gantesca, un capo di cavallo di meraviglioso lavoro ,
un guerriero atterrato, un alto rilievo con figura con-
solare, nel quale non si sa se più ammirare la perfe-
zion delle parli o la morbidezza dei panneggi.
A questo sono da aggiungere colonne di marmo
breccia , pavimenti a mosaico, terre cotte , diversi
avanzi di detti marmi e rocce lavorative, siccome il
rosso, il giallo, il verde antico, il porhdo, il granito,
il cipollino, il granito graGco, il serpentino. E già ap-
pariscono superbi ruderi di vari compresi rettango-
lari , con nicchie per entro le mura, di costruzione
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