Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 21.1893

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/ Saepta ed il Diribitorium

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I SAEPTA ED IL DIEIBITOEIUM

(Tav. VI-VII).

Gli ultimi anni del settimo secolo di Koma, nei quali rapida-
mente si preparava la trasformazione dell'antica repubblica nella
nuova monarchia, fanno epoca anche per la storia edilizia della
capitale. Giulio Cesare, mentre stava per conquistare all'impero
romano la più vasta ed importante provincia dell'occidente, con-
cepì pure l'idea di dare uno sviluppo immenso alla vecchia città
dei sette colli, raddoppiandone quasi l'estensione e tracciando le
linee fondamentali di quel grandioso piano regolatore che nei de-
cenni seguenti trasformò la modesta città laziale nella splendida
capitale del mondo. Circa l'anno 700, troviamo a Roma un'atti-
vità straordinaria nelle costruzioni monumentali : e non si tratta
dei soliti edilìzi destinati al culto, oppure a semplice scopo di
ornamento : invece si palesa il genio del grande uomo di stato,
che diresse la sua attenzione speciale sopra due rioni, il Foro
Romano ed il Campo Marzio. Sul Foro, Emilio Paulo col
denaro di Cesare comincia le due basiliche ai lati nord e
sud; altri amici pensano all'acquisto del terreno necessario per
l'ampliamento del vecchio Foro sino alYAtrium Libertatis. Nel
Campo Marzio Gneo Pompeo dedica nel 699 il primo teatro sta-
bile con i suoi portici e giardini: e vicino ad esso si prepara la
costruzione del grandioso edifìzio di cui ragioneremo nelle pagi no
seguenti. In una lettera celebre, scritta il giorno 30 settembre
del 700 (54 a. Cr.) Cicerone ci dà il ragguaglio interessante
dei lavori in corso: Efficiemus rem g Iorio si ssimam: nam in
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