Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 28.1900

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menzionante un re straniero

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Naturalmente questa nostra non è la prima epigrafe che
ricordi re stranieri a Koma ; abbiamo quattro epitaffi latini, uno
greco-latino e uno greco di questi re o dei loro parenti morti
nella città (C. I. L. VI, 1797-1801; Kaibel, Imcr. Gr. it. 1472,
1674), ed è degno di nota, che di questi monumenti gli unici due,
dei quali si conosce la provenienza, vengono ambedue dalla via
Flaminia, e precisamente dalle vicinanze del ponte Milvio ( C. I%. L.
VI, 1797, 1801). Può darsi, che questi re amici del popolo
romano, morti in Koma, fossero sepolti a spese pubbliche, e fosse
loro destinata un'area lungo la via Flaminia. Infatti mi sembra
notevole la brevità, la somiglianza reciproca e la correttezza di
queste epigrafi anche nella trascrizione di nomi barbari più o
meno alieni dalla lingua latina, cose tutte che tradiscono un
certo carattere ufficiale, o stavo per dire, burocratico.

Dove abbia avuto sepoltura il liberto, non saprei dire ; certo
per la via Labicana, e non in uno di quei colombarii destinati
sin dalla loro erezione a raccogliere le ceneri dei membri di
una familia, ma in uno di quelli fabbricati da speculatori per
poi venderne le olle, come il noto XXX VI sociorum della
via Latina.

Roberto Paribenì.
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