Bellori, Giovanni Pietro
Le Vite De' Pittori, Scultori Ed Architetti Moderni: Co' Loro Ritratti Al Naturale — Rom, 1728

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i6o FRANCESCO
sopra la porta grande della nuova fabbrica delia Cancelleria della
Città, due Angeli nel frcntispizso della Chiesa del Giesii, e due al-
tre Statue , la Giustizia , e ia Verità per la casa publica di Hai .
Per li quali lavori , ed in quell'età si acquistò tal credito , che P
Arciduca Alberto l'impiegò in una Statua di San Giovanni manda-
ta al Gattello di Tor Vcerten, e pigliando speranza della sua buona
riuseita , quello buon Principe lo mandò à studiare à Roma con
pennone . Vi giunse Francesco passando già venticinque anni della sua
giovinezza , ma breve tempo restò egli accompagnato da quella buo-
na sortuna per la morte , che tolto seguì deli' Arciduca , onde fu
corretto di pigliare lavori d'avorio , e di legno per soUentarsi , in-
tagliando Tede di Santi per reliquiari , alcune delle quali rimangono
ancora in bottega degli eredi di Maesc.ro Claudio Lorenese Intaglia-
tore , dov'egli si era ricoverato. Dopo gli fu dato a fare una Statua
di Marmo da Pietro Pescatore Mercante Fiammingo , che faceva rac-
colta di pitture: fu quella una Venere à sedere ignuda al naturale.
Volgeri à Uà da uno scoglio Amore pargoletto , che 1' abbraccia eoa
una mano, e con l'altra preme la mammella della Madre, e sugge il
latte , e 1' opera con diligenza , e Itudio è condotta ; fìntovi l' anco-
ra ;, ed alcune figurine di basso rilievo, che alludono all'arme de'Pe-
scatori . Avendo intagliato in avorio qualche {lametta con buon di-
segno » e abilità , il Contestabile D. Filippo Colonna prese à sollevar»
lo, e gli fece modellare varj ornamenti per uso della Casa ; ed aven-
do Francesco dato componimento ad un Crocisisso d' avorio alto cir-
ca tre palmi, fii da quel Signore donato ad Vrbano Vili. Grandi
erano glistudj, ne'quaìi egli si esercitava , abitando insieme con Nico-
lò Pussi no , dove 1' ami/là , e la consuetudine con quello raro in-
gegno su molto utile, ed opportuna a lui per soiievarh" alle forme
antiche più belle , modellando le Ila tue. di maggiore dima, de' quali
modelli piccioli si sono veduti il Laocoonte , e '1 torso dell'Ercole in
Belvedere • Scolpì nel marmo un Amoretto inclinato a pulir 1' arco
grande al naturale mandato aìPHaya in Olanda al Principe d'Oran-
ge ; e lo fece in quel tempo, ch'egli si applicò tutto a {Indiare H
Putti di Tiziano con occasione, che nei Giardino Ludovisi vi era
il celebre, quadro de gli Amori , che giuocando si tirano pomi , do-
nato dopò ai Rè di Spagna» JEspresse Tiziano mirabilmente i Putti
nel!' età più tenera , e con delicatezza lì avanzò sopra ciaseuno . Se
lie invaghì Francesco , e li tradusse in var] gruppi di mezzo rii-
lievo , e seco inlìeme li modellava Nicolò Pullulo su la creta. . Di
qui Francesco prese io Itile bello de' Putti , che gli hà fatto tanto
onore nella scoltura , e che egli eseguì meglio di ogn5 altro , con il
scarpello, come anderemo ora deserivendo alcune invenzioni di sua
mano . Figurò 1' Amor Divino , che abbatte V Amor profano cal-
candolo coi piede, e chiudendogli la becca con la mano per farlo
tacére
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