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z68

CAPITOLO NONO.

Dell'Alloggiamento o Quartiere delle Guardie deftinate al Palazzo de Ce.
fari Augufti in vicinanza dell'atrio e del veftibolo, e dell'altre fabbriche
proffime alQuartier fuddetto, non demolite da'Principi, delle quali reità
veftigio a dì noftri, e memoria appreffo degli Scrittori.

FOrmerò a parte quefto Capitolo per due
appendici ( come poffiamo chiamarle) del
'Palazzo de Ce fari Augufti. Luna fi è l'Allog-
giamento o Quartiere delle milizie, che lo cu-
ftodivano; l'altra il luogo per deportarvi al-
cune Antichità da Romani guardate con gelofta,
come fpettanti alla Religione, o per più vera-
mente dire, alla fuperftizione da ejfi profeta-
ta e in tempo della Repubblica , e fiotto de*
primi Imperadori. Quefto fecondo luogo da Ca-
tone ed altri Scrittori fu detto Roma Qua-
drata : e Tanvinio l'ha fegnato con quefto no-
me nella fua ftampa della pianta del Circo
majftmo e dell'antico Talazzo degVImperadori
Romani, da noi inferita nel Capitolo quarto.

"Ma prima vediamo le fabbriche alzate per
le milizie di guardia . Non mancavano guar-
die al Talazzo anche in tempo della Repub-
blica: ejjendo maffima dogni governo delle Cit-
ta ben regolate di tener prefidio dì foldati, ove
maggiore è il concorfo del popolo, a fine di
evitar i tumulti, e tener in dovere la molti-
tudine . Cicerone nella fua prima Catilinaria
unitamente nomina il Prefidio del Talazzo e le
jtntinelle della Città. Nihilne te no&urnum

Frae-
 
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