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CAPITOLO HNDECIMO.

Della (trattura del Palazzo ettefa da Nerone dal Colle Palatino fino all'
Efquilino , poco appreso abbattuta da' fucceffori » e principalmente da
Tito, che in quel Tito erefle le Terme del fuo nome , e della va-
nità di quel!" Edificio di Nerone da effo nominato la Qifk Au-
rea.

FEci proponimento nel capitolo 6 di non di-
fegnare la pianta del T alazzo de Cefari y
quale foffe nell'età a Domiziano anteriore, ri-
manendoci del folo flato d'allora più ficuri i
vefìigj nella [coperta delle gran fale 9 che ci
hanno introdotto a riconoscere /' altre parti
non del tutto abbattute, e baflevolmente ma*
nife/late parte da muri , che refìano in piedi,
parte dagli Scrittori dì que tempi, che ne libri
lor ce le additano. Sembrerà ora cti io mi dif-
cofli da quella rifoluzione , mentre propongo
in quefto capitolo dì dare qualche notizia, e
forfè alcun difegno della prodigio/a Aggiunta
fatta da Nerone al vaflo Palazzo, che già oc-
cupava tutta l'ampiezza del colle Palatino, e
tutta abbracciava la prima Città di Romolo
Fondatore. Parrà in oltre troppo ardito l'az-
zardo : mentre di quella aggiunta fu così odio-
fa la memoria dproffimì Succeffori; che non
contenti di vederla deformata dall' incendio ,
per eBinguerne del tutto il nome, Fefpafiano
vi alzò ti Tempio alla Tace e l'anfiteatro ,
compiuto pofeia daTito, che dedicolto, e pref-

fo

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