Bulletin du Musée National de Varsovie — 31.1990

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Justyna Guze

UN FOGLIO DI SCHIZZI DI GIORGIO BONOLA (1657—1700).
AGGIUNTA ALLA BIOGRAFIA DELL’ARTISTA—IN MARGINE
ALLA MOSTRA NEL MUSEO NAZIONALE DI VARSAVIA

Alla mostra dei Disegni italiani Cinque—e Seicento della collezione di Giorgio Bonola, che
ebbe luogo nel Museo Nazionale di Varsavia tra il marzo e l’aprile ’86, assieme a 110 disegni
provenienti dalla succitata collezione, che dal 1953 appartiene al Museo1, è stato presentato per
la prima volta un foglio di schizzi dell’artista dato in prestito per la mostra da un collezionista
privato di Venezia2. Vi compaiono 16 schizzi a sanguigna incollati su tutti e due i lati di un foglio
di carta ingiallita (404x265 mm) (ili. 1, 2). Gli schizzi sono vari di soggetto e rappresentano
sul recto del foglio, da sinistra a destra, in senso orario: schizzi di occhi, più in basso schizzo
di orecchio, accanto un profilo di testa di fanciulla, due profili maschili su un unico foglio e due
altri su due diversi frammenti di carta, due schizzi di orecchie. Sul verso del foglio, nella stessa
ordine: schizzi di bocca, di occhi, profili maschili, uno a destra l’altro a sinistra, schizzo di due
teste maschili scultoree, la parte inferiore di una testa di profilo a sinistra e due studi di occhi
(ili. 3, 4, 5).

Come si vede da questa breve descrizione del foglio, il valore artistico dei disegni incollati
pare abbastanza scarso. Questi, salvo gli schizzi delle teste, sono di carattere accademico direi
quasi studi elementari di una fase ancora di apprendistato realizzati con poca esperienza, tipici
appunto di chi è agli inizi della propria educazione artistica. Educazione artistica comunque
necessaria per il futuro pittore, la quale d’altra parte fu talvolta presa in considerazione dagli
scrittori d’arte del tempo, come nel caso di Giovanni Pietro Bellori, che nella vita di Carlo Maratta
scrisse: ,,Bernabeo, fratello maggiore di Carlo Maratti, gli inviò alcuni principj del disegno;
occhi, nasi, bocche, orecchie, fatti a penna di sua mano, perche’ei copiasse”3.

Il valore di questo foglio di schizzi giovanili di Giorgio Bonola consiste nelle scritte che si
trovano su ambedue i lati. Paragonandole con quelle che si vedono sulle carte del Codice Bonola
al Museo Nazionale di Varsavia, si scorgono subito le somiglianze calligrafiche, per cui è pos-
sibile attribuirle senz’ altro all’artista stesso. Le iscrizioni riguardano la sua biografia e non solo
confermano quello che già si sapeva dalle altri fonti, ma facilitano una più precisa ricostruzione
biografica.

Riporto le iscrizioni sul recto del foglio: „Questi sono i miei principij, che qui /ho posto p[er]
memoria/ di que’tempi: p[er] osseviva /il piogresso, o questa habi/lità, che dimostrano/ come
in fatti si può bene sperare /in una riuscita/ come è seguito, 1669”; più in basso a destra: „Questa
testa [cancellato] è di mani da Rocco/ io l’ho coppiata da una fatta/ e disegnata da Rocco Bonola
mio padre, che la coppiò da /una fatta dà Gio: Cristoforo Storer, che la disegnò dal vero/ cioè
fece il ritratto in disegno di mio Padre”; infine sopra le due teste maschili di profilo: „di mano
di Rocco Bonola mio Padre”.

V:

1. M. Mrozińska, I disegni del Codice Bonola del Museo Nazionale di Varsavia, Venezia, 1959, j». 23.

2. Si ringrazia il dott. Alberto Rizzi di Venezia, già a quel tempo adetto aH’Istitutu Italiano di Cultura a Varsavia, per la sua
collaborazione nel facilitare il prestito del foglio e per la preparazione del testo presente.

3. G. P. Bellori, Vite dei pittori, scultóri ed architetti moderni descritti da..., Pisa, 1821, III, p. 138.

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