Cartari, Vincenzo; Pignoria, Lorenzo [Oth.]
Seconda Novissima Editione Delle Imagini De Gli Dei Delli Antichi Di Vicenzo Cartari Reggiano — Padua, 1626 [Cicognara, 4688]

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De sii Antichi

molte anime intorno, perche seendono ne i corpi mottalid'onde v-
seendo poi vanno in grembo alla Eternità,il che tatto sì fi per opra
della Natura, & perciò ella ita quiui alla porta. Il Vecchio che par-
te per numero le (Ielle forsè è Dio, non perche ei ila vecchio, che in
lui non si può dire, che ila termine alcuno di-età, ma perche soglia-
no parlare cesi gli huomini, che chiamano di molta età quelli etian-
dio, che non ponno morire , ilquale dando ordine al mouimento
ideile lìelle di/lingue i tempi» Ma forsè che più proprio sarebbe dire9
clie il vecchio folle il Fato, perche quello s'inchina à Febo, che si
potrebbe torre per Dio, quando si preserita alla spelonca » Al-
tro non dico poi il Boccaccio de isecolij, che sono quiui, come
che fìa co sa 'sacile ad ogn'vno,& io parimente non ne dirò
più, per venire alla imagine di Saturno, perche lo tolsero
gli antichi pe'l tempo, & del tempo habbiamo già
cominciato a dire ragionando della Eternità,
La quale non ardiseo già di desiderare a
quella mia fatica, ma prego bene,
chi lo può fare, che voglia^
darle vita per qualche
tempo.

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