Ficoroni, Francesco de'
I Tali Ed Altri Strumenti Lusorj Degli Antichi Romani — Roma, 1734 [Cicognara, 1651]

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ii2 I TALI LUSORJ

vedo perche non sia una sforzatura di senso, lo
spiegarli più tosto così, come nelsopiniane con-
traria: tu getta'male i dadi, e colloca male le pe-
dine secondo il mal punto venutoti. La spiegazione
da me data deve ammetterfì come connaturale an-
cor da quelli, che vi mettono la loro, e vi sottin-
tendono le pedine ; mentre ne’ sopracitati verfì fì
fa menzion delle Testere ; ma non v’c quella de’
Calcoli. II verbo poi dare per concedere , è ante-
riore alia Irase di calculum dare 3 onde ben può in-
tenderfì ancora per menar buono un tiro mal fatto.

Non più di favore sembra, che mostri ad un
tal giuoco Ovidio ne’ verfì seguenti al lib. 2. Trist.

Quicì ’valeant Tall', qtto pojjts plurìma jacitt
Figere, damnofos essugiasque Canes :

Tesfera quos habeat numeros : diftante ‘vocato ,
Mittere quo deceat, quo dare mijfa modo .

Un tal distico imbarazza sommamente i pochi com-
mentatori, che vi sono di tal libro per ricavarnej
un qualche senso ragionevole ; e questo solo baste-
rebbe per non potervi fondar sopra prova suffì-
•ciente per un punto controverso. A me molto me-
no dà sanimo di Ipiegarlo . Sembra però, che possa
schiarirsi alquanto da un altro distico al 3. de Arte.

Tarva tnonere pudet 3 taìorum dicere 'jaEus 9
Ut fciat ? iy uires tejfera m’tjja, tuasj

Et modo tres jadtet numeros 3 modo cogitet aptè,
Cuam fubeat partem callida, quamque vocet.

I n
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