Ficoroni, Francesco de'
Le vestigia e raritá di Roma antica — Rom, 1744 [Cicognara, 3722]

Page: 147
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Libro Primo Capitolo XXL e XXII. i 47
condannati , uno de quali è giacente , e morto , e gli tre altri
si difendono colle loro armi contro una tigre , un' or sa , ed
un leone . Una sì fatta rappresèntanza in marmo , per quanto
so9è unica , e Angolare , e comprova gli antichi scritti col
farci vedere il feroce genio del Popolo Romano , che concor-
reva ne' Teatri, e negli Anfiteatri , ed anche nel Circo Mas-
simo a vedere i gladiatori fra di loro crudelmente uceidersi,
come altresì a vedergli lacerare , e sbranare dalle fiere .
CAPITOLO XXIL
Delle rovine, dove depojìta*vanjì ì marmi
tenuti per mare : del monte Tejlaccio,
e della "Piramide di Cejìio *
NEI diseorrere del Campidoglio > e della pregiata co-
lonna d'alabastro Orientale3quÌYÌ collocata,mi riserbai
di parlar del sito , in cui fu ritrovata . E questo adunque ap-
presso V estremità dell'Aventino alla ripa lìnistra del Tevere
nell'orto de'Duchi Sforzi Cesarini , detto la Marmo rata
dalla quantità de' marmi, che vi erano, e del continuo vi si
trovano , in specie serpentini , ed altri marmi duri dissicili a
lavorarsi , alabastrì , gialli , afFricani , ed altre pietre nobi-
li , delle quali si provveggono tutti i Professori scarpel-
lini, esìendo quello il sito proprio , in cui alla ripa del Te-
vere venivano scaricatì , vedendovisi le rovine circolari de i
magazzini . Le colonne come ho veduto io, erano mitiche , le
quali poi venivano sgrosTate, e lustrate ; ma sarei troppo lun-
go sé volessì numerare la prodìgìosa quantità di marmi , e di
diasprì Orientali trovativi, essendovì fiata la vasta dogana ,
come dalle predette rovine di mura, che vi rimangono, si può
comprendere . Parlerò solamente de' marmi più preziosi (co-
pertivi nel Pontificato di Clemente XI., e sono oltre la già
detta colonna singolare di alabastro , un gran pezzo di pietra
smeraldina alquanto tenera con macchie verdi di sineraldo ,
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