Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 1.1889

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di una nuova metopa selinuntina

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persona che sta per andare forse per qualche missiva
della gelosa Dea.

« La scultura di questa bella metopa ricorda mol-
tissimo il fare delle metope del tempio E, ed in qualche
parte, come nella testa del Mercurio, la esecuzione ne
è ancora più bella, rivelando un'epoca in cui l'arte
era assai avanzata, sebbene il carattere arcaico vi ap-
parisca ancora nelle pieghe e nei capelli. In essa ciò
che veramente colpisce si è un verismo non volgare
nel movimento delle figure e nella espressione delle
teste, reso a meraviglia da un disegno purissimo e da
una plastica che regge al paragone delle più belle
sculture del Partenone.

« Intorno alla provenienza di questa bella scultura
dirò, che l'essere caduta in vicinanza di una torre, a
breve distanza dal suolo archeologico, farebbe ritenere
che fosse stata adoperata come materiale di costru-
zione nella torre istessa, quando, per opera del sira-
cusano Ermocrate, Selinunte riebbe dopo non molto
tempo le sue mura, distrutte dai Cartaginesi nella
memoranda battaglia dell'anno 409 av. Cristo. Molto
probabilmente la scultura fu tolta da qualche monu-
mento che sorgeva in vicinanza di questa torre. Tale
supposizione è convalidata dal fatto che si rinvenne
in questa medesima località anche un certo numero
di capitelli, di colonne doriche e diversi triglifi; il
che porterebbe a sperare che altri avanzi architettonici
si possano rimettere all'aperto, e che nella prosecu-
zione degli scavi si abbia la fortuna di recuperare
anche la parte inferiore dolla nuova e preziosa metopa.

« A questa importante scoverta seguì il rinve-
nimento di un cunicolo sotterraneo nella direzione
est-ovest con muri di spalla saldissimi e coperto da
grandi lastroni, ai quale si accede per una gradinata
posta in mezzo alle due torri predette. Esso doveva
certamente servire ai difensori di Selinunte per qualche
sortita all'aperta campagna senza essere molestati dal
nemico. La parte finora esplorata raggiunge la lun-
ghezza di m. 18,00 circa.

« Nel secondo lastrone che copre l'ingresso, e che
fu tolto probabilmente da qualche vicino monumento,
era incisa in origine una iscrizione greca, della quale
non rimangono che poche lettere, essendo stata mutilata
la pietra per rendere più agevole lo accesso al cunicolo.

« Ecco ciò che rimane della leggenda:

i ARIRO£

« In questo medesimo cunicolo, fra i massi accumu-
lati dentro un vano di porta poco discosto dall' ingresso,
a sinistra scendendo, si è rinvenuto un mezzo capi-
tello di anta ove trovasi il termine di una iscrizione
greca che qui si trascrive.

« Di tutti questi rinvenimenti e di quant'altro verrà
fuori nell'odierno scavo sarà dato più esteso conto
nella relazione che sarà compilata al termine della cam-
pagna »,

Gr. Patricolo.
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