Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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II

MONTE S. ANGELO E LA SUA NECROPOLI

1.

Sono state esposte le ragioni che spinsero le nostre
ricerche sull'altura di Monte s. Angelo. Una prima
serie di esplorazioni archeologiche, da noi compiuta
nell'area dell'antica Falerii in Civita Castellana, col
proposito di raccogliere oggetti e gruppi di oggetti
che servissero di documenti storici per lo studio di
quella città nell'evo antichissimo, ci aveva mostrata
la necessità di ricercare donde quel centro importante
avesse tratta la sua prima origine.

Non vi avevamo in fatti riconosciute, come lo fu-
rono nelle sedi non lontanissime di Tarquinii, di Vulci
e di Bisenzio, per tener conto delle scoperte più recenti,
tombe a pozzo con vasi ossuari di tipo primitivo, simili
a quelli dei sepolcreti vetustissimi delle menzionate
città, vasi che riproducono le forme dei noti cinerari
di Poggio Renzo e di Villanova.

Nè anche nella necropoli della città che ebbe il
maggiore baluardo ove è il colle oggi denominato Narce,
a nove chilometri a monte di Falerii, si riconobbero
da noi queste tombe primitive. E poiché per gli studi
che avevamo fatti ci si mostrava inutile volgere le nostre
cure nella parte bassa dell'agro falisco, dove tutto ci
riporta all'ultimo periodo della civiltà del luogo, ri-
salimmo ancora lungo il corso del Treia, fermandoci
sull'altura di Monte s. Angelo, che è il punto più
culminante del territorio, e che per le condizioni natu-
rali è in più diretto rapporto coi luoghi, ove per vari
anni avevamo fatte ricerche topografiche e scavi.

Fu accennato che per casuale scoperta erano quivi
tornati alla luce alcuni vasi di tipo Villanova ; e quindi
non ci erano mancati esempi di quelle tombe che pre-
cedettero l'età dei pozzetti di Narce e di Falerii, e
Monumenti antichi. — Voi. IV.

che potevano offrirci l'anello non interrotto nella serie
dei documenti storici che per noi si ricercavano.

Cominciammo adunque le nostre indagini sull'alto
di Monte s. Angelo, col favore dei Municipi di An-
guillara e di Campagnano; nè ci mancarono gli aiuti
da parte dell'amministrazione degli Ospedali di Roma,
per le esplorazioni che ci premeva di fare nella proprietà
dell'ospedale di s. Giovanni; per la qual cosa è dovere
che qui si ricordi come benemerito dei nostri studi il
comm. A. Silvestrelli che, dirigendo allora quell'ammi-
nistrazione, ordinò che nessun ostacolo ci si frapponesse.

Ebbero parte ai nostri lavori il sig. Raniero Men-
garelli ingegnere topografo, ed il sig. Enrico Stefani
disegnatore.

Per quanto concerne la configurazione e la n?tura
geologica del monte, valgano le seguenti note dell'in-
gegnere Mengarelli.

« Monte s* Angelo sorge a levante del lago di
Bracciano, tra il bacino lacustre di Martignano, e
quello palustre di Baccano, corrispondenti a due cra-
teri del sistema sabatino ; e si eleva a 376 metri
sul livello del mare, ed a circa 150 metri sul piano
delle valli laterali (tav. II, fig. 1 A).

« Questo monte,* chiamato anche Apolline dagli
abitanti del territorio di Campagnano, termina alla sua
sommità con una spianata, che si estende in lunghezza
per circa m. 180, nella direzione da nord a sud, ed
ha m. 60 in larghezza.

« Dalla sua sommità si domina gran parte del lago
di Bracciano, non che la vasta plaga vulcanica, che
a sud-ovest del lago si estende fino al Tirreno, del
quale pure si scorge un lunghissimo lembo.

« Dalla parte opposta, verso nord, si domina tutta
la valle del Treia, la quale ha questo monte come
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