Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

In quest'ultimo periodo, che cade nel tempo in cui
fu abbandonato il luogo, era in uso il cinerario di
tipo Villanova ma di arte locale e della forma più
decadente, quali se ne ebbero in copiosi esempì dalle
necropoli di Veii e di Cervoteri, e non ne mancarono
saggi nelle necropoli di Narce e di Falerii.

IO.

Se in età posteriore a quella in cui furono costruiti
ed abitati i primi recinti, si costruirono su queste no-
stre alture i gruppi di abitazioni sparse nell'area della
necropoli e nella campagna vicina, e massime nella
pendice occidentale di Monte s. Angelo, verso il lago
di Martiguano; se le più grandi di queste abitazioni
furono ad opera quadrata, come fu costruito il nuovo re-
cinto sulla cima del più alto colle verso il VII secolo
avanti Cristo, a questo periodo medesimo dovè appar-
tenere un'altra necropoli che su questa altura si venne
formando. Non pare che avesse avuto molta estensione,
se si considera che le nuove case, benché disseminate
in una vasta zona,- furono assai poche.

Eccettuato il piccolo tratto pianeggiante nell'area
dell'antica necropoli, in tutto il resto, essendo il ter-
reno in declivio, e convenendo per la forma delle abi-
tazioni ottenere una parte del piano mediante taglio
nel masso tufaceo, se ve ne fosse staio maggior nu-
mero di quelle che per mezzo degli incassi nel tufo
potemmo riconoscere, maggior numero di questi incassi
avremmo scoperti. I quali ci si sarebbero senza dubbio
pienamente conservati nel declivio verso il lago di
Martignano, dove essendo rimasto incolto il dorso del
colle, non si ebbero quelle ultime distruzioni die
furono altrove cagionate dalle recenti opere di agri-
coltura.

La gente in questo nuovo periodo fu certamente
poca; e non è probabile che per le sue tombe fosse
andata cercando sito molto lontano, e sul versante op-
posto, ove il nuovo abitato non si estese. Così non è
possibile supporre che le nuove tombe fossero scavate
in mezzo agli antichi pozzi funebri nell'area della
necropoli primitiva. Se ne sarebbe trovato almeno
qualche indizio; anche se vi fosse stata un'opera
distruggitrice maggiore di quella che abbiamo de-
plorata.

Per lo meno vi avremmo raccolti dei frammenti
fittili che, se non altro, avrebbero dato motivo alla
ipotesi che quelle tombe nel luogo stesso delle prime,
e negli spazi interposti, fossero state scavate.

Ciò anche ammettendo, il che è ben difficile, che
in mezzo a tutti questi segni che indicano una civiltà
nuova, rivelata principalmente dalla forma della casa,
si fosse mantenuto il costume più antico locale del
seppellimento a cremazione, e non vi fossero quindi
state delle tombe a fossa o di inumati. Imperocché
in altre necropoli, che ci mostrarono il rito della cre-
mazione continuato fino all'età in cui queste nuove
costruzioni discendono, i pozzi funebri non diedero
sempre ciuerarii di arte rude che fossero da confon-
dere con quelli di età anteriore, ma spessissimo ci
mostrarono ossuari di arte progredita; e bastano gli
esempì della prossima Narce. Senza dire dei vasi di
corredo ; il quale costume essendo invalso nelle tombe
a pozzo meno antiche, ci diede altrove unitamente al-
l'ossuario vasetti a copertura bianca decorati di rosso
a disegno geometrico, che certo erano in voga nell'VII
secolo prima dell'era volgare.

Ora apparisce ben difficile che tanti segni di questa
civiltà nuova non fossero stati accompagnati anche dal
rito della inumazione; per la qual cosa le tombe di
questo piccolo sepolcreto avrebbero dovuto essere a
fossa; e possiamo aggiungere che avrebbero dovuto es-
sere generalmente povere, pochissime essendo state le
tracce delle case che accennavano a ricca e vasta dimora.

Se queste considerazioni sono giuste, il luogo pel
nuovo sepolcreto, escluse le aree superiori, avrebbe
dovuto ricercarsi in uno dei piccoli contrafforti che
ai piedi del declivio sotto Monte s. Angelo si affac-
ciano sul lago di Martignano (tav. II, fig. 1 G, H, I ;
cfr. fig. 16, 19), in due dei quali, nel meridionale cioè
e nel medio, non può negarsi che le case fossero rela-
tivamente più numerose.

Nel sottentrionale invece, dopo la casa ai piedi
della collina, non trovammo segno alcuno di dimora
nell'area pianeggiante e circoscritta, con la quale tir-
mina il contrafforte.

Tomba Vili.

Nel centro di quest'area pianeggiante scoprimmo
una tomba a camera (tav. II, fig. 1 G, s). La porla
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