Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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Ili

MONTE ROCCA ROMÀNA, MONTE CALVI E MONTE LUCCHETTI

Abbiamo detto che le tre alture di Monte Rocca
Romana, di Monte Calvi e di Monte Lucchetti, sulle
quali avevamo riconosciuti avanzi di opere antichissime,
simili a quelle di Monte s. Angelo, e riferibili quindi
all'età che precedette la fondazione di Narce e di Fa-
lerii, avevano richiamato maggiormente i nostri studi
e le nostre cure, essendo quei luoghi per la posizione
loro in più diretto rapporto col nostro tema (p. 46,
47). È ora opportuno che di questi nostri studi breve-
mente si dica.

Non si tratta di ampie esplorazioni, alle quali
d'altra parte non avremmo avuto il tempo per attendere.
Senza dire che l'esame dei luoghi ed i saggi di scavo
ci hanno fatta riconoscere la inopportunità di esplo-
razioni ulteriori, le quali porterebbero a spese non
pienamente giustificate, mentre altrove apparisce l'u-
tile positivo che con mezzi anche modesti in breve
si potrebbe raccogliere.

Questi tre monti formano parte della catena a nord
nord-est del lago sabatino, la quale se in direzione
radiale si estende meno delle altre che sorgono in-
torno allo stesso lago, supera queste in altura. Il
maggior culmine che vi si eleva, quello di Monte
Rocca Romana, è a 602 metri sul livello del mare;
vale a dire 226 metri più su di Monte s. Angelo, che
è la vetta più alta in tutti gli altri gruppi dei monti
circostanti.

Monte Rocca Romana ha la configurazione di una
piramide pentagonale (fig. 29). Il suo lato rivolto a
sud, discende quasi uniformemente, con angolo che
varia dai quaranta ai trenta gradi, tino alla spiaggia
del lago, dove, addentrandosi con le sue basi, forma
lateralmente una duplice insenatura della sponda.

I lati sud-est e sud-ovest, all'altezza di circa 350
metri dal mare, discendono con declivio minore, mentre

dagli altri lati all'altezza di 426 mentri la piramide
riposa sopra una terrazza ondulata, che si congiunge
a nord con Monte Calvi, ed a nord, nord-est con Monte
Verano. Su questa terrazza Monte Calvi si solleva quasi
all'altezza medesima di Monte Rocca Romana, cioè fino
a metri 585, rimanendone inferiore per soli 17 metri.
Vince nondimeno in estensione, per la quale Monte
Calvi è quasi cinque volte maggiore.

Poiché queste due sommità sono tra loro tanto
strettamente connesse per la natura del luogo, e bene
dovevano offrire le condizioni opportune per un centro
abitato nel tempo che precedette la fondazione delle
grandi città, nell'VIII secolo avanti l'èra volgare, ci
parve da principio che il culmine di Monte Rocca Ro-
mana avesse dovuto costituire il nucleo primitivo di
quell'abitato.

Ci parve inoltre che questo culmine fosse poi di-
venuto la cittadella o l'arce per la maggior difesa o per
l'ultimo rifugio, quando, cresciute le famiglie, fu oc-
cupata l'altura prossima di Monte Calvi, certamente
più adatta, per la maggiore sua estensione, e quasi
ugualmente protetta e sicura.

Da Monte Rocca Romana in fatti si abbraccia con
lo sguardo verso sud-ovest lunghissimo tratto della
spiaggia tirrena, ed a nord si scopre l'ultima insena-
tura della valle del Tevere verso il congiungimento col
Paglia nell'agro volsiniese; ossia si abbraccia un' esten-
sione di quasi duecento chilometri, nella quale molti
altri centri abitati, posti sulle alture, dovevano essere
visibili. Non vi mancavano fonti di acque perenni ; e
poche opere artificiali sarebbero state necessarie a ren-
dere più munito il luogo, ed a preparare l'area pel-
le abitazioni.

Ma forse i due centri, massime tenuto conto della
distanza che per quelle condizioni di vita era consi-
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