Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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bottone metallico ; ed altri chiodetti avrebbero dovuto
essere conficcati sul corpo e sull'orlo, come si fece per
l'anforetta fittile precedentemente raffigurata, e come
si fece per la ciotola a doppia ansa, trovata nella
tomba medesima ove si rinvenne quest'ultima, di la-
voro identico, ed uscita dalla stessa officina (fig. 102).

E ornata di pochi chiodetti e di vario diametro,
disposti alla rinfusa, il che è prova della necessità
che si ebbe di usare quei chiodetti soltanto, dei quali
fu possibile disporre. Uno di essi fu conficcato nella
protuberanza centrale.

Fig. 101 a. 1:4

In seguito, o che fosse diventato sempre più raro
l'uso dei chiodetti veri e propri, o che pel corredo
funebre si reputassero sufficienti le sole appendici
fittili in cotesti vasi rituali, non solo gli ornati me-
tallici cessarono, e si ebbero vasi a sole costole rile-
vate ed a protuberanze; ma queste costole medesime
e queste protuberanze cessarono alla loro volta, e fu-
rono sostituite da semplici linee graffite. E così, come

Fig. 102. 1:4

ultimo ricordo di un procedimento tecnico vetustis-
simo, il bottone a sbalzo, chiuso entro cerchi concen-
trici, fu prima rappresentato semplicemente da un
cerchio, e finì per doventare il motivo della doppia
spirale, graflita nelle anforette e nelle anfore a ventre

sferico, nelle quali la forma originale del vasetto in
lamine ornate a sbalzo ed imbullettate si mantenne
costantemente, come è provato dall'esempio che qui
se ne offre (fig. 103).

Proviene dalla tomba 4 del secondo sepolcreto a sud
di Pizzo Piede (fig. 3 I, tav. Ili T ; N. XXXVIII, 28).
La tomba era a fossa con grande loculo sepolcrale. Sono
caratteristiche in queste anfore le anse a largo nastro
che dal sommo dell'orlo vanno fino al principio dell'at-
taccatura del ventre. Di anse siffatte è munita anche
un'anfora di lamina di questa stessa forma, adoperata

Fig. 103. i;4

per cinerario in una tomba a pozzo del sepolcreto di
Montarano, ed esposta col n. XIX nella serie delle
tombe falische. Così è pure la rarissima anforetta di
argento, eseguita in questa forma precisa, e scoperta
nella famosa tomba Regulini-Galassi nella necropoli di
Cerveteri (Grifi, Monumenti di Cere antica, tav. VII, 3).
Quivi non solo veggonsi i fasci di linee incise sotto e
lateralmente ai manici, ma è inciso a bulino anche
l'ornamento centrale nel motivo della spirale doppia;
inoltre è incisa una leggenda iu lettere etnische, nel
modo con cui furono incise delle leggende sopra fìttili
di questa forma istessa. Citerò il vasetto cornetano
{Notizie 18S5, p. 511, tav. XV, fig. 2), ed il vaso del
territorio veientano scoperto a Monte Aguzzo presso For-
mello {Not. 1882, p. 294; Bull. Imi. 1882, p. 91-96;
Mólanges d'arch. et d'hist. 1882, p. 356 sg., tav. VI).

In maggiore conferma di queste successive modi-
ficazioni devesi ricordare l'anfora superiormente citata
come esempio rarissimo pel tempo relativamente tardo
a cui appartiene, quella cioè della tomba 1 del secondo
sepolcreto a sud di Pizzo Piede (N. XLV, 10). Essa
non solo mostra le zone graffite nel luogo ove i rozzi
fìttili primitivi avevano le costole prominenti, e mo-
stra pure graffito il motivo a doppia spirale in cui
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