Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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un'altra di terra sufficientemente depurata ed a pareti
sottili (c) ; un'altra finalmente di un bucchero fine (d).

Talvolta il motivo a doppia spirale si trasforma
anch'esso in un motivo a due cerchi, entro cui sono
iscritte delle stelle a segmenti di circolo con incisioni
a punta di compasso. Un esempio ce ne è dato nel-
l'anfora di questa forma, proveniente da una tomba
di Magliano in Maremma, ed edita dal eh. prof. Mi-
lani (Monumenti antichi, II, p. 46).

Finalmente un solo cerchio graffito, tra i fasci
perpendicolari di linee, ricorre nelle grandi olle, che
sono l'ultima modificazione della forma del nostro
vaso, e che diventano poi le grandi olle del corredo
funebre nelle tombe a camera con letto, e con vasi
greci dipinti.

Il costante ripetersi di tali fìttili in queste tombe
a camera non rende necessario che io ne citi gli
esempi. E così l'uso continuo di questo vaso, il quale
attraverso tante modificazioni porta costantemente i
segni della sua origine, rende probabilissima l'ipotesi
che, destinato esso in principio nella tomba per con-
tenere vivande o conserve, fosse divenuto in seguito
il vaso rituale per eccellenza, come simbolo dei cibi,
mentre i crateri e le tazze rimasero alla loro volta
nel corredo funebre come simbolo delle bevande.

Ma se i vasi metallici a lamina sottilissima e di
manifesto uso funebre, portarono soltanto qualche rara
innovazione di forma tra i fìttili della vecchia tecnica,
innovazioni vi portarono i vasi metallici a lamina ro-
busta, e per lo più di un solo pezzo, che contempo-
raneamente ai primi furono introdotti; ed ai quali prin-
cipalmente si deve la nuova produzione dei vasi a co-
pertura rossa, così frequenti nelle tombe del territorio
falisco.

Dei vasi di impasto artificiale
a copertura rossastra.

La seconda classe dei fittili, che abbraccia il vasel-
lame di impasto artificiale a copertura rossastra, po-
trebbesi definire la classe dei fittili per le cui forme
servirono di esemplari i vasi di lamina metallica
tirati a martello in un pezzo solo.

Così furono fatti i vasi preziosissimi di argento e
d'oro, che adornarono la mensa dei re e dei duci, dei
quali mirabili esempì ci furono restituiti dalle tombe di
Cipro, e dalle grandi tombe a fossa e dalle tombe a ca-
mera in alcune necropoli del Lazio e della bassa Etruria.
Bellissimi sono i saggi che ce ne diedero la tomba
Regulini-Galassi della necropoli ceretana e la tomba
di Palestrina. Sono vasi di oro massiccio, e di argento,
talora anche di elettro, sovente vasi di argento dorato
e di argento placcato d'oro, finalmente vasi di argento
con intarsio di oro. Hanno per lo più ornamenti a
bulino finissimi, non di semplici linee geometriche,
ma di motivi assai eleganti imitati dal fiore del loto ;
ed oltre i ricorsi di meandri e di palmette, hanno
anche gli ornamenti a motivi liberi, come zone di
figure umane e di animali trattate nello stile del-
l'arte orientale. Sono prodotti dell'industria dei Fenicii;
e furono portati a noi nel tempo in cui fu maggior-
mente in voga il loro commercio sulle coste tirrene,
cioè fra l'VIII ed il VII secolo avanti Cristo. Così
furono lavorati anche i vasi di rame o per i servizi
della mensa regale, o per la mensa quotidiana dei
ricchi.

È chiaro che questo lavoro industriale richiedesse
non solo magistero maggiore, ma anche metallo ol-
tremodo docile. Per la qual cosa dovè essere molto
ricercato il rame famoso delle miniere di Cipro (%ak-
xòg xvttqioc) celebrato per la sua duttilità e special-
mente pel suo colore rossigno. Era conosciuto anche
in Italia, e distinguevasi dal rame ordinario col nome
di cuprum o cyprum, cioè col nome dell'isola donde
questo rame veniva.

Lo stesso procedimento tecnico portava quasi spon-
taneamente a fare in forma di sfera questi vasi di
rame, tirati a martello da un solo pezzo. Quindi la
ragione della forma a bulla, caratteristica nei fittili
che imitavano i recipienti della nuova tecnica, e la
ragione del colore rossigno, onde questi fittili furono
generalmente ricoperti per imitare il colore del rame.

Dalla varietà di questi fittili, e dal numero quasi
costante con cui, secondo la varietà loro, entrarono a
far parte del corredo funebre, deriva documento lumi-
noso per dimostrare che, quando venne l'uso di questi
recipienti a copertura rossa, non soltanto nei riti se-
polcrali ma ancora nelle costumanze della vita una
grande innovazione era avvenuta. Non più gli uten-
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