Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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cui designare tali vasi; alcuni li dissero calcidesi e
corinzi (cfr. Helbig, Die Italiker in der Poebene
p. 84-87; Bull. List. 1885 p. 78; Das hom. Epos
p. 89); altri li preferirono distinguere in corinzi pri-
mitivi e corinzi recenti (cfr. Gsell, Fouilles dans
la nécropole de Vulci p. 480); altri accettarono la
designazione proposta dal eh. Furtwiingler, chiaman-
doli protocorinzì (cfr. Orsi, Megara Hyblaea in Monu-
menti antichi, I, 4 p. 780).

Tale disaccordo esprime la incertezza intorno ai
luoghi precisi ove quelle stoviglie si lavorarono; e
ciò dipende in gran parte dal difetto di studi e di

Fio. 129.

analisi speciali, massime sulle qualità delle argille,
onde i gruppi vari di questa classe di fittili furono
composti ("Wilisch, Die altkorintische Thonindustrie
15).

Ora questi vasi precorinzì, che introdotti fra noi
servirono di modello alla figulina locale, considerati
secondo le argille loro e secondo lo stile dei loro
ornamenti, possono dividersi in tre ordini, corrispon-
denti a tre manifatture e probabilmente a tre luoghi
d'origine.

I primi sono quelli che taluni distinguono con la
denominazione speciale di rodii. Sono di argilla bian-
castra, sottilissimi per rifinitura alla ruota, ornati per
lo più a zone di scuro, tendente al violaceo ed all'a-
maranto od a zone di bianco, spesso, a fascie di squame
graffite a punta di compasso, talora a zone ove sono
rappresentati animali in corsa i cui contorni sono rav-

vivati parimenti a graffito. Uno dei caratteri più propri
di questi vasi sono le rosette a piccoli globi di rosso
o di bigio, qualche volta di bianco, sparse nelle fascie
ornamentali, e fatte con piccoli globetti di rosso o
di bigio, qualche volta di bianco, posati a punta di
pennello. Presso il nascimento del piede è dipinto
quasi sempre un giro di triangoli con le punte che
toccano l'ultima linea degli ornati, ossia il motivo a
spicchi, nel quale è l'ultima traccia del fiore di
loto, onde si ebbe la forma originaria di questi re-
cipienti.

Gli altri, che corrispondono a quelli più sovente

Fig. 130. 1:4

indicati col nome di calcidesi, forse per la quantità
che se ne ebbe da Clima, sono di creta piuttosto gial-
liccia, ed hanno le pareti pure sottilissime. Predomina
in essi l'ornato a linee sommamente fini, eseguite
sulla ruota a punta di pennello ed a mano libera con
colore nero lucido ottenuto con quarzo o con alcali
mescolati all'ossido di manganese. Raramente si hanno
le grosse fascie monocrome; e quasi sempre presso i
piedi vedonsi gli spicchi triangolari colle punte in
alto, come negli esemplari precedenti.

Gli ultimi sono pure di argilla biancastra, ma
meno compatta e meno fine ; e si distinguono per gli
ornamenti non già a semplici linee, ma a zone, e non
a motivi geometrici, ma con rappresentanze di ani-
mali, o veri o chimerici, intramezzati da rosette o da
foglie. Sono i corinzi od i protocorinzì veri e propri;
e tra quanti ne trovammo nei nostri scavi uno solo
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