Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEI FITTILI SCOPERTI NELLA NECROPOLI DI NARCE

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descenza del fittile, ossia prima che il colore dell'ar-
gilla da turchiniccio o naturale si trasformasse nel
colore laterizio.

La sola somiglianza con la vecchia tecnica consi-
sterebbe nel colore nero, aggiunto alla materia con
cui il bucchero si lavorava; ma data pure quest'ul-
tima tradizione del vecchio metodo industriale, ed
ammesso che nella rude arte primitiva si mescolas-
sero sempre all' impasto le materie coloranti in nero,
avremmo soltanto un vago ricordo di sistemi andati
in disuso, innanzi ad un complesso di fatti che ci
portano fra metodi nuovi e tra la nuova civiltà, che
da per tutto andavasi diffondendo.

Il bucchero nelle nostre necropoli non si incontra
mai nelle più antiche tombe a fossa; anzi possiamo
con la massima precisione affermare che non si incontra
mai nelle tombe a fossa, uè antiche nè recenti. Co-
mincia invece a comparire nelle tombe a camera della
prima forma; in quelle cioè che hanno il sarcofago
con coperchio a tetto fastigiato, e dura fino alle tombe
a camera che rappresentano l'interno del talamo, ossia
dura in tutto il tempo in cui durò il commercio dei
vasi greci, dalle figuline dell'arcipelago ai vasi di-
pinti a figure rosse di stile severo.

Coi vasi dipinti della decadenza, quando verso il
secolo IV ebbero principio le figuline locali, cono-
sciute col nome di etrusco-campane, cessò la produ-
zione del bucchero, al quale si sostituì nel corredo
funebre il vasellame figulino a copertura nero-lucida,
cotta alla fornace, ottenuta con ossido di manganese
e con alcali, nel modo stesso con cui facevasi la co-
pertura lucida dei vasi greci.

Devesi per altro notare che il bucchero non ebbe
subito cominciameuto quando il vasellame greco del-
l'arcipelago principiò ad entrare nei nostri usi, ma un
poco più tardi. Infatti mentre nella necropoli di Narce
queste figuline greche si incontrano nelle tombe a fossa
con grande loculo sepolcrale, il bucchero in queste fosse
non si trova mai, e comincia ad apparire nella forma
di skyphoi nelle più antiche camere con sarcofago.

Lo stesso avviene nella necropoli di Palerii. Ed in
tutto il periodo in cui durò il commercio dei vasi
precorinzì, che come sopra abbiamo accennato furono
le più antiche figuline greche che da noi si conosces-
sero, i buccheri imitarono queste figuline tanto nelle
forme quanto negli ornamenti, ed imitarono anche i

vasi di metallo, che nel periodo medesimo furono
in voga.

In tutto il periodo successivo, in cui entrarono
nei nostri costumi i vasi della Grecia propria, i buc-
cheri imitarono le forme di questi vasi ed anche le
forme dei vasi di bronzo che allora si usarono.

Quindi abbiamo due classi di buccheri nettamente
distinte fra loro, e corrispondenti a questi due pe-
riodi; la classe dei buccheri sottili, che riproducono
i sottilissimi vasi di argilla precorinzì, ed i vasi di
argento, di rame o di bronzo con poca lega, i quali
erano lavorati finamente a martello, come dagli esempì
offerti dalle nostre tombe abbiamo potuto conoscere;
e la classe dei buccheri grossi, che riproducono rara-
mente i grandi fittili delle officine attiche, e sempre
i boccali e gli altri recipienti di bronzo fuso, i quali
dall'età di questo commercio con la Grecia princi-
piarono ad essere maggiormente in voga.

I buccheri della prima classe si distinguono da
quelli della seconda anche pel fatto che sono costan-
temente rivestiti di copertura nera lucida, ottenuta
con cera mescolata con la resina, spalmata immedia-
tamente dopo la cottura e lustrata a stecca. Gli altri
invece non hanno sempre questo rivestimento, ma solo
in casi rari.

Finalmente un' altra differenza consiste in ciò che
i buccheri sottili raramente costituiscono un servizio
completo, ossia raramente si incontrati^' in una qua n-
tità che ci riveli una prescrizione rifilale. Le forme
si alternano con quelle delle figuline precorinzie ed
anche con quelle delle stoviglie rudi, della vecchia
arte locale. Ed in qualche raro caso queste forme
non sono lavorate in questa vecchia arte, ma sono esse
stesse di bucchero, come avviene per l'anforetta rap-
presentata nella fig. Wàd (p. 233, 234).

Per contrario i buccheri grossi, o del periodo dei
vasi greci dipinti, ai incontrano costantemente in quel
determinato numero, ed in quella data quantità di
forme; il che è prova di costume consacrato dalla
religione del sepolcro e strettamente osservato. Costi-
tuiscono sempre per ogni letto un servizio per due ; e
ciò è in armonia con la forma delle tombe ove questo
vasellame generalmente si incontra, tombe che accol-
sero per lo più due defunti, il capo della famiglia
e la compagna di lui, come pure superiormente è stato
dichiarato (p. 162). Nella camera ove fu seppellita la
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