Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi: Antichità del territorio Falisco: esposte nel museo nazionale romano a villa Giulia (Parte prima) — 4.1894 (1895)

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DEGLI SCAVI DI ANTICHITÀ NEL TERRITORIO FALISCO

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polare quello ad anfora, riprodotto nella tav. IX,
fig. 38.

5. Pendaglio di bronzo a globetto.

6. Due bracteae in lamina di rame, ritagliate a
swastika (tav. IX, fig. 7).

7. Ventiquattro bracteae pure di lamina in forma
rettangolare ed ornate di borchiette a puntini. Una
di esse è rappresentata nella tav. IX, fig. 10.

8. Piccola bractea uguale alle precedenti, su cui
sono rimasti attaccati per l'ossido alcuni bottoncini
metallici, che servirono per l'ornato delle vesti. Una
brattea simile, pure con bottoni così aderenti, fa sco-
perta nella tomba XVII della necropoli falisca ed è
rappresentata nella tav. IX, fig. 8.

Dentro il loculo erano questi fittili di arte locale :

9. 10. Due tazze a manico orizzontale ed alto piede
(fig. 79); la prima alta mm. 110, diam. mm. 105;
la seconda alta mm. 100, diam. mm. 100.

11. Ciotoletta emisferica ad orlo piano, posata su
alto piede (fig. 77); alt. mm. 67, diam. mm. 102.

12. Anforetta con apofisi nel centro e zone laterali
(fig. 101 a); alt. mm. 64, diam. mm. 57.

13. Attingitoio ad alto manico verticale (fig. 91);
alt. mm. 64, diam. mm. 57.

Tomba 4 (N. XXXIV). Pozzo con loculo pel
vasellame di corredo (fig. 50). Aveva la particolarità
che il cinerario invece di essere chiuso in una custo-
dia di nenfro, fu custodito entro un dolio fittile con
coperchio di tufo testudinato, come vedesi nella tav. IV,
fig. 10, ove questa tomba fu rappresentata. Il pozzetto,
scavato interamente nel terreno vergine, era profondo
m. 1,20, largo m. 1,05. Il vano aperto nel fondo era
alto m. 0,47, largo superiormente m. 0,68.

1. Grande dolio di impasto artificiale e di colore
piuttosto rossiccio, con due anse a bastoncello, disposte
ad arco orizzontale e con incavi ottenuti mediante la
impre.-sione delle dita; alt. mm. 410, diam. mm. 520.

2, 3. Cinerario in sottile lamina di rame, coperto
da coppa pure in lamina dello stesso metallo, simile
al vaso rappresentato nella fig. 97. Conservasi con la
coppa entro il dolio, come fu scoperto, ed immerso in
gran parte nel limo di infiltrazione.

Presso questo ossuario, nell'interno del dolio:
4. Pugnale di ferro molto consumato dall'ossido, con
piccola parte dell'immanicatura di legno, lungo mm. 195.

5. Cuspide di lancia in ferro, lunga mm. 300,
con parte della spirale di filo di rame che era attor-
tigliata all'asta.

6. Puntale di bronzo, lungo mm. 68, con avanzi
dell'asta di legno che vi era conficcata.

7. Anelli intieri ed altri frammentati appartenenti
albi fasciatura dell'asta, e formati di filo sottile di
rame strettamente girato. La lancia, a cui apparten-
gono i pezzi qui segnati (5, 6, 7), era stata rotta non
tanto per poter essere collocata entro il dolio presso
il cinerario, quanto per il rito che trovammo osser-
vato anche in tombe a fossa della nostra necropoli, nelle
quali non sarebbe mancato lo spazio per collocare
l'arma nella sua integrità (').

8. Disco di bronzo con ornamenti di borchiette e
di bottoncini a sbalzo, molto probabilmente adoperato
per umbone di uno scudo, la qual cosa è confermata
da una rottura che ha nel mezzo, prodotta manifesta-
mente da un colpo di punta ; diam. mm. 230. Era
stato deposto sopra il coperchio di tufo, ed è rappre-
sentato nella tav. XI, fig. 5.

Dentro il loculo si trovarono i vasi seguenti :

9. Situla in lamina metallica, a vari pezzi in-
chiodati, e con fascio di ornamenti a sbalzo, il tutto
eseguito col procedimento di cui fu detto nella il-
lustrazione delle fig. 96, 97 (pag. 208 sg.); alt.
mm. 275, diam. maggiore mm. 307. È rappresentata
nella tav. Vili, fig. 1.

10. Tazza in lamina metallica col fondo ornato
di solcature radiate e con alta ansa verticale a
nastro, fissata per mezzo d' imbullettatura (fig. 88) ;
alt. mm. 85, diam. mm. 133. E rappresentata nella
tav. Vili, fig. 6.

11. Grande tazza di impasto artificiale nerastro,
a largo calice, posata su alto piede. Sull'orlo, da una
parte, è il rozzo rilievo di un uomo che doma o regge
quattro cavalli, due per ciascuna mano; nella parte
opposta, pure sull'orlo, un piatto su cui sono posate
due teste di cavallo, l'una in direzione contraria al-
l'altra. Di sotto pendono catenelle fittili, a quattro
anelli ciascuna, alcune delle quali sono state ora ag-

(') La grande lancia della tomba a fossa che ha il n. 8 nel
quinto sepolcreto a sud di Pizzo Piede (N. XXXVII, 7, 8) aveva
la punta ripiegata e rotta. Per quanto concerne il fatto stesso,
osservato in altre necropoli, cfr. Notizie, 1877, p. 167, tav. Vili,
fig. 1-3.
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