Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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i disegni di tutti indistintamente gli oggetti che le
compongono. Così sarà anche più facile comparare le
tombe fiorentine con quelle analoghe uscite di là e di
qua dell'Appennino nelle ben note necropoli antichis-
sime di Bologna, Chiusi, Vetulonia, Tarquinia, Vulci,
Narce, ecc.

Due tombe del gruppo del Gambrinus avevano
l'ossuario custodito dentro un vaso più grande (dolium);
una era costituita, come la prima, dal semplice os-
suario tipico di Villanova, coperto della solita cio-
tola ansata e cornuta, ed una dal semplice orcio
coperto da una lastra di arenaria. Erano quasi al
medesimo livello, e stavano l'una presso l'altra sotto
lo strato argilloso che precede il banco di rena,
anzi affondate nella rena stessa, come accadde di no-
tare per la tomba scoperta nel decembre 1892.

Per comodità di citazione assegno il n. 1 alla tomba
del dicembre 1892, già descritta ed illustrata mi-
nutamente nelle Notizie, p. 458-461, e proseguo la nu-
merazione, descrivendo prima le tombe del Gambrinus
del dicembre 1893 (nn. 2-5, v. pianta fig. 12 E), e da
ultimo quella di via de' Vecchietti, donata dal Pacini
(n. 6, v. pianta fìg. 12 G).

Tomba 2 ( Gambrinus, figg. 1-4).

a) Dolio di argilla nerastra piuttosto grossolana,
alto m. 0,55. Ha il ventre di forma sferoidale, il fondo
piano e due anse rotte, orizzontali. Le anse, cercate
invano, furono probabilmente spezzate ab antico in-
troducendo il dolio nel relativo pozzetto scavato nella
rena.

Era coperto, come si vede nel disegno (fig. 1), di
una sottile lastra di arenaria micacea.

trimenti, e senza pericolo d'esser temiti presuntuosi, ci concede
raffermare di più, che ci fusse intorno, sì per la comodità del
fiume, come per l'agio del piano, alcuna buona radunata di case,
come ne'buoni paesi, in alcuni be'siti, si veggiono spesso gran
borghi, e ville. Questo, oltre all'esser verosimile, e non incredi-
bile, non ha anche la difficoltà di quell'altra, perocché di queste
non è usanza farne menzione gli scrittori, salvo per occasione
di raro accidente, che non si possa passare con silenzio, donde
s'abbia a presumere, tacendolo essi, ch'ella non fusse al mondo.
Ma oltre a queste conietture, gli scrittori nostri dicono chiara-
mente, che c'erano due villate, che l'una chiamano Arnina, l'altra
Camarte, ed aggiungono, che ci si faceva mercato alcun di della
settimana, ove concorrevano i Fiesolani, e le Terre, e Ville vi-
cine, e che il luogo era già stato fortificato alla guisa eh' e'
soldati Romani fortificavano i lor campi >•.

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b) Ossuario trovato intatto dentro il su descritto
dolio. È alto m. 0,42, ed è fatto di terra grigio-nera
di fine impasto artificiale e copertura nera lucente (').
Ha forma elegante con piccolo piede ripreso, bocca
molto espansa e una sola ansa laterale scannellata.

È decorato finamente, non con linee graffite, sib-
bene con linee impresse a fune (cfr. Gsell, Vulci, p. 260),
disposte ad angoli rientranti intorno al ventre ed a
greca intorno al collo. Gli spazi interlineari sono riem-
piti con picchiettature o strie traverse. Presso l'ansa
si osservano i resti dell'ocra bianca con cui erano riem-
pite tutte le linee e dato così risalto alla decorazione
geometrica (2).

Fig. 1.

La ciotola ansata che copre l'ossuario è peculiar-
mente decorata di graffiti intorno al labbro, sull'ansa
e perfino sul fondo.

La decorazione intorno all'orlo è ottenuta con una
triplice linea graffita a dente di lupo, condotta al di
sopra di una triplice linea orizzontale. I triangoli che

(!) Per la tecnina peculiare di questi vasi primitivi mi
riferisco alle importanti e belle osservazioni che ha testé fatte
il eh. ISarnabei, illustrando le stoviglie antichissime di Narce
(v. Mon. antichi, IV, 1894-5, p. 169 sgg.).

(2) Intorno a questo genere di decorazione, notato nelle sto-
viglie di Bismantova, nel primo gruppo di Golasecca, nel primo
e secondo periodo d'Este e, in Etruria, nei vasi di Quercianella
presso Livorno, di Cervetri e di Corneto, come pure nelle urne
a capanna di Vetulonia e di Albano, v. Gsell, o. e., p. 2G2.

RELIQUIE DI FIRENZE ANTICA
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