Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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RELIQUIE DI FIRENZE ANTICA

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L'arte e lo stile di questo pezzo di pulviaus non
giudico tuttavia altrettanto perfetti quanto l'arte e lo
stile dell'ara ottagona; questa per la finezza della sua
esecuzione e per il carattere stilistico de' festoni, dei
bucrauì e delle stesse cornici, senza tema di errare,
riferirei all' età augustea e farei di poco anteriore alla
dedicazione della famosa Ara Pacis Augustae (a. 13-9
a. Or.) ('), mentre attribuirei il pulvinus piuttosto
all'età adrianea. La lavorazione in pezzi separati di
questo pulvinus, e la notata lavorazione particolare del
piano superiore dell'ara ottagona potrebbero autorizzare
la congettura che l'ara stessa avesse subito un re-
stauro.

Fig 51.

Comunque si giudichi intorno al restauro della
nostra ara ottagona, la sua magnificenza e grandezza,
la sua trattazione stilistica corrispondente con i marmi
del tempio capitolino, e particolarmente i festoni di
quercia, propri del culto di Giove Capito-
lino (2), costituenti, insieme con i bucranì infulati, il
precipuo suo ornamento, mi sembrano dati sufficienti
per assegnarla quasi con certezza al detto tempio.

Vicino al principale pezzo dell'ara (n. 538) furono
trovati altresì alcuni grossi frammenti quasi informi

(') Intorno a quest'ara v. von Duhn, Ann. Inst. pag. 320 sgg.;
le mie osservazioni in Bull. Inst., 1891, p. 288, 315 e quelle
di Petersen, Bull. Inst., 1894, p. 171 sgg.; 1895, p. 138,195.
Si confrontino particolarmente i frammenti dell'eira Pacis Augu-
stae con gli encarpi sostenuti dai bucranì (JÌIon. Inst., XI, ta-
vola XXXVI). Questi encarpi mi sembrano stare ili relazione con
la Pace, nutrice di Pluto (= Eigtjya òXjìoàóxsiqa , v. Milani, Bull.
Inst., 1890, p. 91-110), come i serti di quercia con il culto di
Giove Capitolino — v. più innanzi.

(*) Basterà ricordare la narrazione Liviana I, 10 sulla ori-
gine del culto di Giove Capitolino, e le corone civiche che si
concedevano in Campidoglio. Che Giove Capitolino fosse esso
stesso coronato di quercia come Giove Dodoneo si ricava dal-
l'iscrizione relativa alla statua argentea del Campidoglio di Cirta
G. I. L. Vili, n. G9S1 : lovis Victor argentei! | in Kapitolio ha-
bens in capite co(ronam argentcam querqucam) folior(um) XXX
in qua glandes n(umero) XV fe\re]ns in manu destra orbem
argenteum ] et Victoriam palmam ferentem \spinarum\ XX et
coronam folior(um) XXXX \ in manu s]inistra hastam arg(en-
team) tcnens.

Monumenti antichi — Voi.. VI.

di un enorme bacile di bronzo (nn. 586, 587), ed un tubo
peculiarissimo di bronzo alto m. 0,24, diam. m. 0,05
(fig. 52) da chiavardarsi alla sua estremità inferiore
quadra, e con foro per altra chiavarda nella parte supe-

Fig. 52.

riore cilindrica. Sono avanzi sformati e guasti dal
fuoco, forse da attribuire ad un tripode, e come tali forse
associabili all' ara capitolina ed al tempio di Giove.

Fig. 53.

Pongo finalmente in relazione con il tempio di
Giove e con il culto Capitolino di Firenze anche un
resto di statua marmorea (n. 123, alt. m. 0,28), tro-
vato nel gennaio 1892, quasi in faccia al detto
tempio, all'angolo di via degli Speziali con la piazza
V. E. In questo frammento di statua (fig. 54), cia-
scuno facilmente riconoscerà la parte inferiore di
una immagine votiva di Giove Capitolino. Manca
disgraziatamente tutta la parte superiore della sta-
tuetta, ma la disposizione del panneggio e delle gambe
e specialmente l'aquila con la corona nel becco, ag-
giunta a destra del trono, rendono sicura la sua iden-
tificazione con i tipi di Giove Capitolino offerti dalle

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