Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

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RELIQUIE DI FIRENZE ANTICA

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(cfr. Plinio, XXXVI, 5), venivano a rendere omaggio
di fedeltà al loro capo e davano alla nuova Firenze
l'impronta solenne di figlia di Roma ed ancella di
Siila.

Per tutte queste ragioni e riflessioni mi pare per-
tanto assai probabile che la fondazione del Campido-
glio fiorentino cada nel detto tempo.

Considerando dopo ciò i materiali mormorei im-
piegati per la elevazione e decorazione esteriore del
tempio e delle celle (capitelli, colonne, pilastri, fregi,
cornici ecc.), opino che si possa altresì determinare
l'epoca approssimativa in cui l'edificio fu condotto a
compimento e dedicato.

Un certo lasso di tempo fra la fondazione e
la dedicazione di un sì grande edificio deve natural-
mente ammettersi.

Questi materiali, essendo tutti di marmo lunese,
è difficile che sieno anteriori al 60 av. Cr.

Pare che le cave di Luni non fossero ancora note
od aperte avanti Giulio Cesare. Plinio (XXXVI, 7)
sulla testimonianza di Cornelio Nipote, cita come una
rarità in Roma la casa di Mamurra, contemporaneo di
Cesare, dove non cVa una colonna che non fosse di
marmo caristio o lunese. Questa è la più antica testi-
monianza che abbiamo dell'uso in Roma del marmo lu-
nese, il quale, se apparisce raro sotto Cesare, diventa
però frequentissimo all'epoca di Augusto (').

Per la via Cassia, che diramava a Lucca, e per
l'Arno che aveva la sua bocca presso Pisa, Firenze è
ben naturale che fosse una delle prime città ad appro-
fittare dei nuovissimi materiali da costruzione forniti
dalle cave lunesi. I nuovi marmi di Luni devono aver
quivi sostituito prestissimo le vili arenarie locali ed
i marmi greci, troppo cari, usati nell'età anteriore. A
giudicare dagli scavi del Centro, Fuso del marmo greco,
per materiale da costruzione, apparisce in Firenze limi-
tatissimo. Sono usciti bensì molti marmi anche fore-
stieri; ma questi sono varicolori e per la massima parte
dei tempi adrianui. Solo qualche raro pezzo di marmo
pentelico, per lo stile della lavorazione, mi sembra che
possa riportarsi all'età repubblicana.

Qui cade in acconcio il quesito posto di sopra, in-
torno alla sorte toccata ai migliori marmi degli an-
tichi edilìzi di Firenze e del Campidoglio.

(•) V. Stratone, V, I. Si confronti il mio scritto, Le recenti
scoperte in Verona, in Bull. Inst., 1891, p. 286 sgg.

I marmi rinvenuti nel Centro sono, quasi senza
eccezione, semplici frantumi o rottami ; ma pur sono
testimoni incontestabili di costruzioni marmoree co-
spicue e suntuosissime, le quali daterebbero dalla
metà circa del sec. I av. Cr. a tutto il sec. Ili d. Cr.

Dove sono andati i pezzi migliori di tali edifici?

La risposta l'abbiamo in parte data accennando alla
particolare condizione del sottosuolo del Centro di Fi-
renze (v. sopra p. 15 sgg.).

In altra occasione, parlando della stratificazione
edilizia di Firenze romana, dimostrerò che, dal tempo
della repubblica (sec. II av. Cr.) all'epoca adrianea,
in qualche punto, si sono notate fin quattro riedifica-
zioni, senza contare i restauri. Nelle riedificazioni e nei
restauri furono spesso riutilizzati i marmi degli edi-
fici precedenti. Basti dire che per rivestimento di una
piscina frigida delle terme capitoline, spettante all'età
adrianea od antonina, furono impiegate delle lastre di
pilastro scannellato referibili all'epoca repubblicana;
basti dire che il pavimento marmoreo di un edificio
si è trovato restaurato con lastre segate di colonne di
cipollino: infine dirò che i fognoli di scolo di tutta
una grande strada romana assai tarda, la quale aveva
l'asse quasi corrispondente con la vecchia via della
Nave, furono trovati costrutti quasi intieramente di
frammenti svariati di antichi edifici e di statue in
marmo ed in arenaria.

In uno di questi fognoli, portato al Museo e rico-
struito allo stato pristino (fig. 54) notiamo :

a) Busto di statua panneggiata acefala di marmo
stile del sec. Ili d. Cr.

b) Frammento di panneggiato di simile statua
marmorea.

c) Altro frammento di statua.

d) Due pietro stradali arrotate dall'attrito delle
ruote dei carri e dai piedi dei passanti.

e) Un pezzo di euripo di edifizio in arenaria.

f) Frammenti vari di pavimenti, o di rivesti-
ture marmoree.

g) Un capitello tuscanico di carattere molto an-
tico e che copre il fognolo a livello della strada e
quindi utilizzato come lastrico stradale.

Ciò per un'idea di quel che avvenne nei più bassi
tempi romani (sec. V o VI d. Cr.) Nel medioevo poi
per le case, le loggie e le torri delle prime famiglie
che abitarono il Centro di Firenze le cose sarebbero
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