Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 6.1896

Page: 81
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1896/0047
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
81

SOPRA tJN BUSTO COLOSSALE D'ALESSANDRO MAGNO TROVATO A PTOLEMA1S

82

espresse l'asimmetria che dobbiamo supporre propria
alla fisonomia d'Alessandro. Invece lo scultore elleni-
stico ne fece astrazione, e così die' vita ad un tipo an-
cora più ideale di quello del suo antecessore. Oltre a
ciò egli in parecchi rispetti modificò il tipo che gli servì
da punto di partenza secondo lo spirito dell'epoca sua.
Vi introdusse cioè due motivi prediletti dell'arte elle-
nistica, l'espressione mista d'orgasmo e d'una leggiera
malinconia e la chioma veementemente agitata. Alla
fine, ottemperando al verismo del tempo suo, egli rap-
presentò tanto la carnagione quanto la capigliatura óon
una morbidezza che maggiormente corrispondeva alla
natura. Ma, nonostante queste modificazioni, spicca pur
sempre la stretta affinità dei due tipi, affinità che si
spiega nel modo più naturale colla supposizione che
il tipo ellenistico sia derivato da quello rappresentato
dalla testa Barracco. E se è così, le attribuzioni del-
l'uno e dell'altro tipo ad Alessandro Magno si appog-
giano vicendevolmente. Se cioè l'uno rappresenta Ales-
sandro, il medesimo deve supporsi anche per l'altro.

Mentre la nostra ricerca finora si è aggirata attorno
alla spiegazione del tipo rappresentato dal busto di Pto-
lemais e dalla testa capitolina, ora dobbiamo occu-
parci dell'esecuzione, la quale differisce molto nei
due esemplari. Essa è di gran lunga superiore nel
busto che nella testa. Lo scultore vi ha caratterizzato
gli abbondanti ricci con mirabile delicatezza, e mal-
grado la loro moltitudine e svariatezza li ha svolti
dappertutto in modo perfettamente chiaro. Nella testa
capitolina invece la chioma fa un'impressione dura
nello stesso tempo e confusa. Le forme del volto poi
nel busto sono precise e piene di carattere, nella testa
piuttosto sbiadite ed ottuse. Si confronti p. e. il modo
col quale i due scultori hanno espresso il labbro su-
periore. Nel busto questo labbro è circoscritto da con-
torni energicamente tracciati, mentre nella testa esso
rivela un trattamento molto fiacco. Ma la superiorità
del busto spicca specialmente nell'espressione del volto,
la quale vi è resa con un sentimento molto più fine
che nell'altro esemplare. Per essere breve, il busto
sembra l'opera d'un valente scultore dell'epoca elle-
nistica, la testa invece una copia del tempo romano.
Forse qualche archeologo, fondandosi sui meriti arti-
stici del busto, sarà disposto a ravvisare in questo
l'originale e nella testa la sua copia. Ma tale giudi-
zio mi sembrerebbe arrischiato. Dall'un canto pare
Monumenti antichi. — Vol. VI.

più naturale che un tipo, il quale tan o nell'attitu-
dine quanto nell'espressione manifesta un considerevole
grado di agitazione, sia stato inventato piuttosto per
una statua che per un busto. Dall'altro canto bisogna
tener conto del fatto che non siamo abbastanza infor-
mati sopra la capacità'che avevano gli scultori dell'e-
poca ellenistica nel copiare. Ma se si riflette che
buonissime copie furono eseguite ancora ai tempi ro-
mani, quando l'arte aveva perduto quasi interamente
la forza creatrice, tanto più saremo disposti ad attri-
buire una grande capacità per questo rispetto all'arte
ellenistica, la quale disponeva di mezzi d'esecuzione
raffinati e si trovava ancora in una fase produttiva.
Comunque sia, il busto di Ptolemais, benché non sia
l'originale, si presta sempre meglio della testa capi-
tolina per determinare con maggiore approssimazione
il tipo primitivo.

Stabilito questo fatto, torniamo ancora una volta
sopra la questione, in che tempo quel tipo abbia avuto
origine. Finora ci siamo limitati a qualificarlo per
un prodotto dell'arte ellenistica, senza tener conto delle
diverse fasi, per le quali passò quest'arte. Il Wolters (')
rilevò la similitudine che la testa capitolina offre con
quelle dei Giganti del fregio di Pergamo, eseguito sotto
il re Eumene II (197-175 a. C), e perciò attribuì l'ori-
ginale di quella testa al medesimo tempo. A me invece
sembra che il busto di Ptolemais, il quale per la
ricerca stilistica offre una base più sicura dell'esem-
plare capitolino, accenni ad un'epoca più antica, cioè
poco posteriore alla morte d'Alessandro Magno. Sic-
come non mi è possibile di confrontarlo nè con quel
fregio medesimo nè con un gesso di esso, così debbo
rinunciare ad un'analisi comparativa circostanziata e
fondare il mio giudizio sopra quei particolari, i quali
con sufficiente chiarezza si riconoscono dalle pubblica-
zioni del fregio (2)

Ne risulta che il busto molto maggiormente del
fregio si ravvicina all' arte del IV secolo. Vi pre-
domina ancora la tendenza di stilizzare, non quella di
imitare prettamente la natura. Due cose sono special-
mente caratteristiche per questo indirizzo, cioè il trat-

(') Bausteine n. 1417

(2) Il mio confronto si fonda sulle tavole III-IV del Jahr-
buch der preussischen Kunstsammlungen I (1880) e su quelle ag-
giunte alla memoria di Kekule Zur Deutung und Zeitbestim-
munrf des Laokoon (Berlin und Stuttgart 1883).

6
loading ...